Sofia Zago, una bambina di appena 4 anni, è deceduta nella notte tra domenica e lunedì a causa di una infezione che le è stata procurata dalla malaria. La morte della piccola per una malattia infettiva debellata da decenni in Italia, costituisce una sorta di rebus, tanto più che altri elementi relativi a questa triste vicenda, piuttosto che chiarirla, la ingarbugliano ancora di più. Possiamo però partire almeno da alcuni punti fermi.

In Italia intanto non vi è più la presenza della zanzara Anopheles, vettore della malatia. Vi è poi da considerare che la famiglia non è andata in vacanza in alcun paese all'estero dove la malaria è endemica, ma ha trascorso qualche giorno a Bibione, in Veneto.

Inoltre il ricovero della bambina all'ospedale Santa Chiara di Trento, dove vi erano in cura anche due minori che avevano contratto questa malattia infettiva in Africa, stando a quanto dichiarato dai responsabili della struttura ospedaliera, non avrebbe comportato alcun rischio circa una infezione malarica acquisita per un inoculo accidentale del parassita (i plasmodi), che causa la malattia. Un'altra ipotesi è che la piccola possa essere stata contagiata da una zanzara giunta dall'estero in qualche bagalio. Ed anche se così fosse, si tratterebbe di una evenienza quanto mai rara. Ma andiamo a ricostruire questa vicenda che purtroppo, come detto, si è conclusa con un epilogo tragico.

Malaria: il caso di Sofia

Subito dopo Ferragosto la piccola viene ricoverata all'ospedale di Trento. Negli stessi giorni si trovano ricoverati anche due bambini originari dell'Africa che hanno contratto la malaria. Le sue condizioni sono disperate. Dopo essere trasferita in un reparto specializzato a Brescia, è morta tra domenica e lunedì.

Dagli accertamenti effettuati, è risultato che la bambina sia stata colpita dalla forma più grave di malaria, ovvero quella cerebrale. In questi casi la morte può sopraggiungere anche nell'arco di 24 ore.

Quanto accaduto lascia molto perplessi gli esperti in materia. Ad esempio Claudio Paternoster, primario di malattie infettive all'ospedale Santa Chiara di Trento, ha dichiarato al quotidiano Repubblica, che in trent'anni di carriera è la prima volta che ha assistito a un caso di malaria autoctona in Trentino.

Ed ha poi prescisato che né in Trentino nè tantomeno in Italia esistono vettori idonei alla trasmissione di questa malattia. Intanto la procura di Trento e quella di Brescia hanno aperto due inchieste per fare chiarezza sulla morte della piccola Sofia. Ma cos'è la malaria e come si cura?

Malaria: cos'è e come si cura

La malaria è una malattia infettiva trasmessa dalla puntura di una zanzara Anopheles, che veicola un parassita chiamato plasmodio. Una volta che si viene infettati dal parassita, i sintomi possono manifesatrsi dopo una o due settimane e comprendono un rialzo della temperatura fino a 41 gradi, a cui fa seguito una sudorazione intensa. Generalmente ha un andamento ciclico, pertanto nella terzana, dopo una prima crisi, il rialzo febbrile e la conseguente sudorazione si presentano dopo tre giorni.

Questi gli altri sintomi della malaria: mal di testa, vomito, diarrea, nausea e dolori muscolari. La profilassi farmacologica è molto importante in quanto serve ad evitare il contagio nel caso di puntura da una zanzara infetta. Il farmaco più efficace nel trattamento di questa infezione è l'artemisinina, che si utilizza in combinazione con altri medicinali.