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Uno scienziato italiano balza agli onori della cronaca mondiale con un metodo che cura il cervello con la matematica. Lui è Fabrizio De Vico Fallani ricercatore dell’INRIA nel team di ARAMIS all'Istituto Cervello e del Brain and Spine Institute (ICM) di Parigi. Con la sua equipe di ricerca lavora da tempo su un modello scientifico e medico che può persino predire #alzheimer e #Ictus. Ha inventato una straordinario programma che fa comunicare il cervello con una macchina. Il soggetto viene fornito di un casco che è ricoperto di diversi elettrodi, attraverso cui viene creata una incredibile connessione con la macchina. Il cervello detta le parole senza che si debba usare la tastiera di un computer.

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Detta cioè le parole utilizzando semplicemente impulsi. L’invenzione e le scoperte da cui nasce costituiscono una nuova frontiera per la più moderna neuroscienza. Apre la strada alla possibilità che arti robotici si possano muovere in ogni direzione grazie al solo pensiero. I segnali cerebrali infatti interagiscono fra di loro e con le macchine. In tal modo anche una persona paralizzata potrà muovere una sedia a rotelle con il solo pensiero.

Il cervello diventa un oggetto matematico e si connette con il computer

Le applicazioni di una simile scoperta spaziano dallo studio delle malattie cerebrali allo sviluppo di svariate interfacce cervello-computer. Questo celebre scienziato italiano studia il nostro cervello come una rete con i sui vari nodi che corrispondono alle diverse regioni corticali, cioè alle aree del cervello.

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Queste aree comunicano tra loro e poi un sofisticato programma fa in modo che il cervello diventi una sorta di oggetto matematico al quale si può applicare la cosiddetta teoria dei grafi, un mezzo serve a rappresentare relazioni binarie con cui si possono modellare in maniera schematica un numero enorme di problemi decisionali, come quelli, in questo caso, relativi al funzionamento stesso del cervello.

Cervello e macchina si interfacciano e aiutano nella riabilitazione cerebrovascolare

Oggi le tecniche di neuroimaging, (come ad esempio la risonanza magnetica e l'elettroencefalogramma), ci danno una rappresentazione digitale del nostro cervello e ciò ci offre una notevole quantità di dati per la comprensione del cervello, determinando se sia sano o malato. Ma grazie agli studi dell’italiano Fabrizio De Vico Fallani tutto ciò non riguarda più solo la neurologia ma anche la matematica. Grazie all’Intelligenza artificiale e studiando come i neuroni comunicano tra loro col tempo si avrà una migliore comprensione di come migliorare le prestazioni delle interfacce cervello-macchina e così identificare innovative strategie di riabilitazione, necessarie ad esempio dopo un incidente cerebrovascolare. #neuroscienze