Pubblicità
Pubblicità

Il #ministero della salute ha richiamato il lotto di un salame nostrale per la presenza di salmonella. Il prodotto contaminato fa riferimento al marchio "La Bottega di Adò". Nell'avviso di richiamo, il dicastero fa sapere che lo stabilimento interessato è quello con sede a Montignoso, nella provincia di Massa Carrara. Si tratta del primo allarme alimentare che si registra nel mese di dicembre. Per risalire all'ultima allerta simile, dobbiamo andare indietro nel tempo, alla fine di ottobre, quando dagli scaffali dei supermercati venne ritirato un lotto di salame felino Igp della Felinese Salumi Spa [VIDEO].

Presenza di salmonella

Il lotto ritirato di salame nostrale della "Bottega di Adò" è il numero 170893.

Pubblicità

Non è stata indicata alcuna data di scadenza nel documento pubblicato dal Ministero italiano della Salute, come si può leggere nella sezione riguardante gli avvisi del portale salute.gov.it. Il consiglio, sempre valido in casi come questo, è di non consumare il prodotto, ma di consegnarlo al punto vendita dove lo si era acquistato in precedenza, in modo da evitare qualsiasi rischio collegato alla presenza di salmonella segnalata nel richiamo alimentare.

Nel mese di novembre, non si erano avuti altri casi analoghi, legati alla presenza del temibile agente batterico. L'ultima situazione in cui si era parlato di rischio nell'#alimentazione fu in occasione della comunicazione del Rasff, il sistema di allerta europeo rapido per la sicurezza alimentare, riguardante le cozze vive in Italia [VIDEO].

Pubblicità

Un ulteriore richiamo, stavolta da parte del dicastero italiano, aveva coinvolto la Porchetta d'Ariccia del marchio Fa.Lu.Cioli, il cui lotto venne ritirato nella terza settimana dello scorso mese. Sempre a novembre, si era segnalato il comunicato dell'Aifa, attraverso cui venne richiamato un farmaco utilizzato per combattere il colesterolo.

I sintomi più comuni

La salmonella è un pericoloso agente batterico, tra i più presenti quando si ha a che fare con infezioni trasmesse comunemente dagli alimenti. A testimonianza della sua diffusione, il portale dell'epidemiologia per la sanità pubblica (Epicentro) fa sapere che in natura ne esistono fino a 2.000 varianti. Nonostante la loro varietà, quelli che colpiscono l'uomo sono fondamentale due, la variante typhimurium e la enteritidis. I principali sintomi sono diarrea, vomito, febbre e dolori addominali. Nei casi più complessi, si può arrivare a parlare di batteriemie e infezioni a carico di meningi e ossa. Generalmente, le prime manifestazioni si registrano tra le 12 e 36 ore successive.