Nel famoso romanzo di Lewis Carroll, scritto nel 1865, una bambina di nome Alice si ritrova a vivere un viaggio nella sua fantasia, con bizzarri personaggi e strane avventure. Una di queste porta la ragazza ad assistere al cambiamento e alla trasformazione del suo corpo sia nella dimensione che nella forma a seconda delle circostanze, provocando un sentimento di stupore nella protagonista e nel lettore. Mangiando un biscotto, la giovane diventa minuscola fino ad entrare in una tazza di tè; per tornare normale mangia un fungo che, invece, la fa crescere spropositatamente.

Fantasia o realtà?

Questa esperienza di cambiamento del corpo può avvenire anche nella realtà. Siccome si tratta di una condizione simile a quella in cui si ritrova Alice, il disturbo viene definito "Sindrome di alice nel paese delle meraviglie". È una problematica che coinvolge soprattutto i bambini e si verifica fino all'ingresso nell'età dell'adolescenza, quando queste esperienze sensoriali sembrano sparire.

Proprio per questo motivo, in buona fede, si è pensato che si verificasse a causa della spiccata fantasia che portava a vivere l'esperienza di vedere la propria mano diventare enorme, o i propri piedi troppo piccoli e lontani: infatti le testimonianze di questi bambini affermavano di vedere le teste degli altri più piccole, le proprie mani più grandi, e di avere una percezione dello spazio totalmente distorta.

Molto comunemente si può pensare che alla base ci sia realmente una spiccata fantasia, ma dietro tale sindrome si possono nascondere varie cause neurologiche o psicologiche.

Immaginazione o disturbo nella percezione?

Dopo un'attenta analisi medica su questi bambini, si è osservato però che la causa della sindrome non è una semplice ed elevata fantasia, ma si celano disturbi neurologici non poco importanti.

Escludendo l'uso di farmaci o di droghe, si è notato che questa sintomatologia può evidenziare possibili problemi di epilessia o disturbi allucinatori.

Le allucinazioni sono percezioni di oggetti e stimoli non presenti nella realtà, quindi, vedere la mano che si ingrandisce, può essere spiegato sulla base di un fenomeno allucinatorio: il bimbo vede la sua mano diventare più grande, ma non è la sua fantasia che immagina ciò, bensì il cervello che elabora l’informazione che deriva dai sensi, trasmettendo input errati relativi alla reale visione.

Ecco perché molti medici affermano che il modo in cui i piccoli eliminano questa percezione sia quella di chiudere gli occhi, perché così il cervello non riceve segnali dalla vista.

Macropsia e micropsia

Nella classificazione internazionale dei disturbi (ICD), la "Sindrome di Alice nel paese delle meraviglie" non viene trattata con questo nome, ma viene descritta come micropsia o macropsia, indicando disturbi relativi alla sfera visiva che coinvolgono o l'occhio e il modo di vedere gli stimoli, o il cervello, quindi l'elaborazione delle informazioni, e sono collegati spesso a problemi quali emicrania o epilessia. Nello specifico, la macropsia causa la percezione di oggetti più grandi della realtà, mentre la micropsia provoca una percezione degli oggetti relativamente più piccola di quanto non lo siano veramente.

Questi disturbi si riducono dopo la fase dell'adolescenza, ma è possibile che si riverifichino con l'uso di sostanze stupefacenti, in particolare cannabis, droghe che contengono la Amanita muscaria, o cocaina. È pur vero che tale disturbo cessa nel momento in cui sparisce totalmente la presenza e l'effetto della droga dall'organismo, ma l'esperienza percettiva che si vive è molto simile a quella che si prova nei casi in cui si è affetti dalla "Sindrome di Alice nel paese delle meraviglie".