Venerdì 5 agosto si inaugurano, a Rio de Janeiro, le XXXI #Olimpiadi dell’era moderna, le prime organizzate in Sudamerica. L’Italia gareggia con 308 atleti, una delle delegazioni più folte. Con quali chance?

Quattro anni fa, a Londra, ottenemmo 28 medaglie complessive, di cui 8 d’oro, 9 d’argento e 11 di bronzo, risultando l’ottava potenza sportiva del pianeta. Eguagliare tale impresa, stavolta, sembra difficile, ma esaminiamo la situazione degli azzurri, specialità per specialità, con la prudenza e la scaramanzia del caso.

Atletica leggera e pugilato

L’atleta con le maggiori possibilità di vittoria, Gianmarco Tamberi, si è infortunato proprio alla vigilia dei giochi e non potrà partecipare, mentre il marciatore Alex Schwazer è stato squalificato per doping.

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L'atleta sudtirolese è partito ugualmente per Rio, sperando in un'improbabile assoluzione dell'ultimo minuto, ma è meglio non contarci. Nessuna chance per badminton e beach volley e, purtroppo, nemmeno per l'equitazione. L’Italia della boxe si presenta con sette buoni atleti, tra uomini e donne, in uno sport dove il verdetto dei giudici è condizionante e, per tradizione, non sempre favorevole all’Italia. Se non mettiamo loro troppa pressione, i nostri pugili potrebbero regalarci un paio di podi.

Sport di squadra

Situazione scoraggiante. Non siamo presenti nel calcio, nella pallacanestro, nella pallamano, e neanche nell’hockey su prato e nel rugby a 7. Ci rappresentano i nostri pallanuotisti e pallavolisti, sia in campo maschile che femminile. Teniamoci stretti nel pronostico, come vuole la scaramanzia, e speriamo in un’altra medaglia di metallo non pregiato.

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Nel canottaggio, il nostro 4 senza (Di Costanzo, Castaldo, Lodo e Vicino) è campione del Mondo in carica e, quindi, logico favorito per la vittoria. Nel ciclismo su strada abbiamo una squadra forte, sia in campo maschile (Nibali e Aru) che in quello femminile e, almeno un rappresentante di entrambe potrebbe salire sul podio. Dai nostri tennisti, judoka e dalle ginnaste dell’artistico ci si aspetta un’onorevole partecipazione, ma sarebbe troppo chiedere di più. Anche nella ritmica, come nella boxe, tutto dipende dagli umori dei giudici internazionali, ma non partiamo battuti.

Lotta e nuoto

Mentre nel taekwondo – dove a Londra ottenemmo un oro (Molfetta) e un bronzo – non schieriamo alcun rappresentante, nella lotta stile libero salirà sul tatami il campione del mondo Frank Chamizo, che può regalarci un’altra medaglia d’oro nella categoria sino a 65 kg. Stesso risultato ci aspettiamo dall’altro Campione del mondo in carica, il nuotatore Gregorio Paltrinieri nei 1500 sl. La portabandiera Federica Pellegrini, invece, dovrà lottare strenuamente con la svedese Sjöström e con le americane per la medaglia d'oro.

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In ogni caso, dovrebbe salire sul podio e contribuire ad un analogo risultato nella staffetta.

Ci aspettiamo un podio anche da una delle staffette maschili e dall’irriducibile Tania Cagnotto, che non potrà gareggiare nella sua specialità preferita, il trampolino da 1 m. che non è nel programma delle Olimpiadi.

Scherma e Tiro

La #Scherma è la disciplina dove, tradizionalmente, facciamo incetta di medaglie. Purtroppo non sono in programma il fioretto a squadre femminile e la sciabola a squadre maschili, dove siamo campioni del mondo in carica. Ci sembra logico supporre cinque medaglie, di cui almeno due d’oro. Una dovrebbe giungerci dal fioretto femminile (Di Francisca o Errigo) e una da quello maschile a squadre. Non trascuriamo le chance della Fiamingo nella spada. Anche nel tiro siamo sempre stati forti. Petra Zublasing potrebbe confermare la medaglia d’oro "mondiale" nella Carabina donne, mentre un altro paio di medaglie minori potrebbero giungerci da Antonio Barillà e dal "veterano" Giovanni Pellielo. Attendiamo un podio anche dai nostri arcieri.

Fatti i dovuti conti, dovremmo collocarci intorno alle venti medaglie, equamente distribuite (sei d’oro, sette d’argento e sette di bronzo). Un bilancio di tutto rispetto. #Nuoto