È un #fabio aru carichissimo quello che si appresta a prendere parte al #Tour de France 2017, che parte oggi da Dusseldorf, in Germania. Dopo il risultato deludente dello scorso anno (partiva con ambizioni da podio e ha concluso al 13° posto della classifica generale), il 'Cavaliere dei Quattro Mori' è in cerca di riscatto. Non avrebbe dovuto prendere parte alla 'Grande Boucle' il ciclista sardo, ma le circostanze hanno deciso per lui. Inizialmente, il suo programma stagionale prevedeva il 'Giro d'Italia', ma una brutta caduta a ridosso della corsa a tappe nostrana ha impedito ad Aru di prenderne parte. Ecco allora che il corridore dell'Astana si presenta al cancelletto di partenza della 104esima edizione della corsa francese.

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Di seguito, l'intervista di Aru rilasciata al settimanale 'Sportweek'.

Fabio Aru: 'Momenti più brutti alle spalle'

Fresco di titolo di campione italiano (proprio come Vincenzo Nibali nel 2014, quando conquistò il Tour de France), Aru è il ciclista italiano più richiesto del momento. Negli ultimi giorni, sono stati numerosi i quotidiani e i periodici che hanno richiesto un'intervista al campione sardo. A 'Sportweek' - settimanale in allegato a 'La Gazzetta dello Sport' - il 26enne ha parlato, inizialmente, della prima parte di stagione: "Gli ultimi mesi sono stati un calvario sia fisico che psicologico. Da aprile in poi ne sono successe di tutti i colori: dalla caduta che mi ha costretto a saltare il Giro alla morte assurda di Michele Scarponi, mio grande amico, oltre che compagno di squadra - afferma Aru - Inutile nascondere che ho vissuto un brutto periodo di grande stress, ma grazie alla mia compagna, alla famiglia, al mio agente e ai compagni di squadra posso dire di essermi messo alle spalle quei mesi brutti".

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Dopo aver risposto alle domande sulla prima parte di stagione, l'attenzione di Fabio Aru passa al Tour de France, che si disputerà dal 1 al 23 luglio 2017: "In Francia arrivo con una grande forza di volontà. Carico e, allo stesso tempo, tranquillo. Ho la consapevolezza di avere fatto di tutto per rimettermi in sesto, come testimoniano le buone performance al Delfinato. Il mio obiettivo al Tour? Di sicuro, non farò da comprimario. Non è nella mia mentalità. Ho vinto una Vuelta e sono arrivato secondo ad un Giro. L'età gioca a mio favore, così come anche la voglia e l'ambizione. Le mie caratteristiche si adattano ad una corsa come il Tour. Darò battaglia. Fuglsang parte con i gradi di capitano dell'Astana, ma a parlare, come sempre, sarà l'asfalto. Solo la strada potrà stabilire le reali gerarchie". Un Fabio Aru come non lo avevamo mai sentito: la carica del 'Cavaliere dei Quattro Mori' lascia ben sperare gli appassionati di #Ciclismo, ma soprattutto i suoi tantissimi tifosi, che non hanno mai smesso di sostenere Aru anche nei momenti più difficili.