Oggi 29 luglio Taranto si è preparata per l'arrivo del Presidente del Consiglio, #Matteo Renzi, al Museo Archeologico Nazionale di Taranto (Marta), per l'inaugurazione del percorso espositivo del secondo piano dell'edificio. L'arrivo era previsto per le 11.00 ma, già dalla prime ore del mattino, il Comune ha dato inizio a diversi lavori, come la chiusura delle strade del Borgo, la modifica delle tratte degli autobus, oltre ad abbellire la piazza centrale della città e a pulire le strade limitrofe al museo.

Conseguenze del decreto Salva-Ilva

Come era stato già previsto, nella piazza situata di fronte al Marta, Piazza Garibaldi, sono arrivati in mattinata numerosi tarantini per protestare l'arrivo di Renzi e le sue ultime decisioni riguardanti l'impianto siderurgico Ilva.

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Infatti è di pochi giorni fa la notizia secondo cui il decreto salva-Ilva è diventato ufficialmente una legge: questa prevede principalmente un prelievo di 400 milioni di euro dalla cassa per i servizi energetici e ambientali, allo scopo di coprire gli obblighi del 2016 della società siderurgica Ilva nei confronti dello Stato. Sicuramente questa non è per niente una bella notizia sia per i tarantini che per tutti gli italiani, in quanto questa legge non farà altro che provocare un aumento delle bollette elettriche, oltre a permettere all'Ilva di proseguire la sua attività e di continuare ad inquinare la città di Taranto.

Tarantini in piazza a protestare contro Renzi

Per motivi di ordine pubblico l'intero edificio di Marta è stato circondato da poliziotti che hanno respinto continuamente i tarantini intenzionati a protestare e ad avvicinarsi all'ingresso del museo.

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Era presente gente comune che mostrava foto di parenti persi sia per l'inquinamento sia per incidenti di lavoro nell'Ilva ma anche alcune associazioni politiche, come la Sinistra Anticapitalista, che criticava l'operato di Renzi per aver svenduto l'ambiente di Taranto , permettendo quindi trivellazioni petrolifere e l'inquinamento atmosferico della città dei due mari. Ciò non ha fatto altro che rendere Taranto al giorno d'oggi una città morta che non offre più un futuro ai giovani tarantini. All'arrivo di Renzi non sono mancate le urla della gente che continuava a pronunciare "assassino, assassino", oltre ai numerosi striscioni di protesta come "Ci stanno ammazzando" o "Contro Riva e lo Stato difendiamo lavoro e salute". Ora bisognerà solo attendere quali altre decisioni il Presidente del Consiglio vorrà prendere in futuro per garantire al tempo stesso sia lavoro che salute nella città pugliese dei due mari. #Cronaca Taranto