All'indomani della manifestazione "Giustizia per Taranto", la famosa trasmissione televisiva #Le Iene torna ad occuparsi della questione legata al livello di #Inquinamento nella città di #taranto, ed in particolar modo nel rione Tamburi, quello più vicino all'impianto siderurgico dell'Ilva. Il servizio realizzato da Nadia Toffa, per l'ennesima volta mette l'accento sulle problematiche legate alla salute dei cittadini, ed in particolar modo dei bambini che negli anni si sono ammalati.

Si parla soprattutto del finanziamento di 50 milioni di euro stanziato e poi ritirato dal Governo nel mese di novembre dello scorso anno.

Il reparto oncologico

Quello che maggiormente preme, è la presenza di un reparto oncologico in città, eliminando così il calvario dei genitori, obbligati a macinare parecchia strada per recarsi a Bari, oppure a Roma. Per questo motivo c'è stata una grossa sensazione di malcontento quando lo stanziamento è stato ritirato dal Governo. Da questo punto di vista è emblematica la dichiarazione rilasciata nel corso del servizio dal presidente della regione Puglia Michele Emiliano: "Basterebbe uno schiocco di dita in Parlamento per consentirci di utilizzare questi fondi che la Regione ha". Una dichiarazione importante da parte dell'ex sindaco di Bari e che attualmente si è candidato alla guida del PD.

La t-shirt benefica

In attesa però che la situazione si sblocchi da un punto di vista governativo, i cittadini dei Tamburi si sono mossi in autonomia con una campagna di raccolta fondi che riguarda in particolar modo l'acquisto di una maglietta Je Jesche pacce pe te con l'intento di raggiungere la soglia minima di 80.000 € cifra necessaria per garantire l'assunzione di un pediatra oncologico a Taranto. Del resto, dopo tanti, troppi anni, di dimenticatoio, in attesa che le istituzioni facciano il loro, gli abitanti di Taranto si sono rimboccati le maniche per cercare di aiutare le centinaia di bambini affetti da malattie legate direttamente (o indirettamente) ai fumi provenienti dal siderurgico, perché i bimbi di Taranto non meritano di restare da soli.