Importanti novità in arrivo per gli automobilisti, in particolare per quanto riguarda il #Bollo auto, in seguito alla riforma della pubblica amministrazione voluta dal ministro Marianna Madia. Tra gli ultimi decreti della riforma approvati dal Consiglio dei Ministri vi è anche, infatti, quello che sancisce il passaggio delle competenza sulla riscossione dalla Automobile Club alle Regioni, con la conseguenza che queste potrebbero decidere di mettere in atto la norma che stabilisce la radiazione dal PRA del veicolo per il quale il bollo non è stato pagato per tre anni consecutivi.

Radiazione e ritiro delle targhe per il bollo auto non pagato

La norma che stabilisce la radiazione del veicolo dal PRA, con conseguente ritiro del libretto di circolazione e delle targhe, esiste già dal 1992, ma risulta inapplicata a causa del mancato varo dei decreti che avrebbero dovuto specificare le modalità di ritiro delle targhe da parte dell’autorità giudiziaria.

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Questa norma si applica nei confronti di tutti i veicoli per il quale non è stato pagato il bollo auto per almeno tre anni consecutivi ed in presenza di solleciti di pagamento ignorati.

Prima della riforma Madia, era l’Aci a dover avviare la procedura di radiazione, ma con il passaggio delle competenze alle Regioni, destinatarie della tassa, è probabile che queste mettano in atto la richiesta di radiazione dal PRA in virtù di un diretto interesse a contrastare il fenomeno dell’evasione del bollo auto.

In questo 2017, quindi, le vetture a rischio radiazione sono quelle che non hanno pagato il bollo a partire dal 2014 e anni precedenti, con una stima di circa 420 mila veicoli interessati.

Un’altra novità introdotta dalla riforma della pubblica amministrazione riguarda la possibilità di opporsi alla radiazione.

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Questa, finora, era possibile presentando ricorso entro 30 giorni al Ministero dell’Economia, ma da quest’anno la competenza dovrebbe passare alle Commissioni tributarie secondo quanto avviene per i normali contenziosi tributari.

La prescrizione del bollo auto

L’unica possibilità di farla franca per i ‘furbetti’ del bollo auto rimane quella della prescrizione, che scatta a tre anni dall’invio del sollecito di pagamento. Se entro tale arco di tempo, infatti, la Regione non ha inviato alcun sollecito di pagamento, la tassa dovuta deve intendersi prescritta, facendo anche venir meno il rischio di radiazione dal PRA.