#isee 2017 a rischio per milioni di famiglie che sono alle prese con il rinnovo del documento, dal momento che quello rilasciato lo scorso anno è scaduto lo scorso 15 gennaio. La Consulta nazionale dei #CAF, l’associazione di categoria alla quale sono affiliati quasi tutti i centri di assistenza fiscale, ha infatti annunciato l’intenzione di ricorrere all’arma dello #sciopero per sollecitare l’Inps alla stipula di una apposita convenzione per la compilazione delle pratiche ISEE.

Rinnovo ISEE, lo sciopero dei Caf

La protesta dei Caf scaturisce dalla mancanza di una convenzione con l’Inps a regolare l’attività che i centri di assistenza fiscale svolgono a sostegno dei cittadini per la compilazione della DSU, la Dichiarazione Sostitutiva Unica da inviare all’istituto previdenziale per il rilascio dell’ISEE.

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Lo scorso anno sono stati 5,5 milioni le dichiarazioni compilate dai Caf, e i numeri delle prime settimane del nuovo anno, 800 mila compilazioni, fanno prevedere il superamento dei sei milioni di richieste per il 2017. Di fronte a questi numeri, i Caf lamentano il mancato stanziamento di fondi, necessari, secondo quanto affermato in un comunicato della Consulta, a garantire lo svolgimento del servizio a favore, soprattutto, delle fasce più deboli.

In assenza di un segnale in tal senso da parte dell’Inps, i Caf minacciano di proclamare uno sciopero a partire dai primi giorni di marzo, sospendendo la compilazione delle DSU

Come richiedere l’ISEE 2017

L’ISEE, Indicatore della Situazione Economica Equivalente, è divenuto, dopo la riforma del 2015, il principale strumento per l’accesso ad una serie di sussidi e prestazioni sociali agevolate riservate alle famiglie a basso reddito.

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Per ottenere l’indice ISEE, occorre presentare all’Inps la Dichiarazione Sostitutiva Unica DSU contenente tutti i dati riguardanti la composizione delle famiglie, il loro reddito e il loro patrimonio. Un meccanismo che ha sicuramente contribuito a smascherare i ‘furbetti’ che ottenevano prestazioni agevolate non dovute grazie a false dichiarazioni, ma proprio a causa della complessità dei dati richiesti ha finito per sommergere i Caf di pratiche senza che fosse loro riconosciuto un adeguato rimborso da parte dell’Inps per il servizio svolto.

Con la minaccia di un prossimo sciopero, i Caf attendono ora un rapido segnale da parte dell’Inps affinché siano reperite, attraverso la firma di una convenzione, le risorse necessarie per continuare ad assicurare un servizio divenuto essenziale per milioni di cittadini.