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Nel nostro Paese, come in tanti altri Paesi del mondo, le lotterie nazionali e altri vari strumenti di giochi e scommesse (anche on-line), sono molto popolari. Sebbene sia un'abitudine non molto positiva in quanto può portare a una dipendenza patologica, lo #Stato non rinuncia ad incassare proventi da questa attività. Un po' come avviene con il tabacco, da una parte se ne scoraggia il consumo ma dall'altra lo Stato incassa la maggior parte dei proventi derivanti dalla vendita.

Dal primo Ottobre scatta la nuova aliquota

Lo scorso Aprile è stata approvata una #Manovra finanziaria per cercare di recuperare un miliardo di euro in più per il biennio 2017/2019.

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Lo Stato ha deciso di recuperarlo dalle vincite dei fortunati al gioco: nelle vincite fino a 500 euro la tassa sarà dell'8%, mentre per cifre superiori sarà del 12%. Il rialzo si applica anche a Gratta&Vinci e Super Enalotto. Mentre per il gioco del Lotto la tassazione passerà dal 6 all'8%. La misura è contenuta nel decreto legge 50/2017 riguardante “disposizioni urgenti in materia finanziaria, iniziative a favore degli enti territoriali, ulteriori interventi per le zone colpite da eventi sismici e misure per lo sviluppo”. La manovra non interesserà invece le Lotteria Italia, il bingo, le scommesse e le slot machine (anche perché la vincita non può essere maggiore di 100 Euro). L’aumento delle tasse sulle vincite si è resa necessario per ottenere liquidità nel modo più rapido e indolore possibile: il governo, difatti, è alla continua ricerca di denaro.

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Dunque per evitare di mettere le mani su altri ambiti, che sicuramente avrebbero fatto discutere di più l’opinione pubblica, ha deciso di mirare alle vincite da gioco d’azzardo.

Come funzionava fino al 2004

Le #accise sulle sigarette già sono state aumentate mentre le accise sul carburante - insieme alle clausole di salvaguardia IVA - per il momento sono state bloccate fino al prossimo anno. E' un continuo aumento di tasse che, solo con il rincaro delle accise sulle vincite, porterà nelle casse dello Stato 330 milioni tra la fine di quest'anno e il prossimo. Gli altri, circa 700 milioni, che mancano per arrivare al miliardo necessario lo Stato li prenderà dall'aumento del prelievo erariale unico sulle slot machines. Si ha nostalgia dei vecchi tempi dunque, anche se non troppo lontani, quando fino al 2004 le tasse sulle vincite arrivavano massimo al 2%. Tanto che i vincitori cercavano anche di rimanere anonimi per evitare di pagarla.