In seguito a quanto accaduto in molti comuni italiani per via della #Tari erroneamente calcolata, già le prime amministrazioni hanno iniziato a quantificare il buco di bilancio che si verificherà in virtù del rimborso richiesto da parte dei contribuenti. Il costo dello smaltimento dei #rifiuti, però, deve essere in qualche modo coperto e, per questo motivo, sono previsti dei rincari pro capite.

Caso Tari gonfiata: per anni si è pagata una tassa errata

Grazie alla segnalazione del parlamentare del M5S Giuseppe L'Abbate, si è smosso un meccanismo volto a controllare se la tassa sui rifiuti sia stata calcolata in maniera corretta in ciascuna amministrazione comunale.

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Il politico pugliese, infatti, è stato il primo a riscontrare un'anomalia tra quello che il testo di legge prevede per l'applicazione della Tari e ciò che invece il Comune di Polignano a Mare ha effettivamente previsto nell'avviso di pagamento. Secondo la norma vigente in materia, la quota variabile della Tari deve essere applicata una sola volta per la totalità dei metri-quadri di proprietà del contribuente e non, come invece è stato operato, per ciascuna pertinenza dell'abitazione principale. Proprio per questa errata interpretazione legislativa, per anni i cittadini hanno pagato somme di danaro maggiori a quelle dovute, accrescendo così le entrate finanziarie dei comuni.

Il rimborso per la Tari gonfiata: apre lo sportello 'Sos Tari'

Il cittadino che si è accorto di un'applicazione sbagliata del calcolo della Tari può procedere con l'azione di rimborso [VIDEO] nei confronti del proprio Comune.

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A tal proposito, il viceministro dell'Economia Pier Paolo Baretta ha informato che i moduli sono già stati stilati, ma che si necessita ancora di una settimana per avere il quadro completo della situazione. Attualmente, infatti, circa il 10% dei comuni italiani è stato coinvolto nel caso della Tari gonfiata e tra essi vi sono anche grandi città come Milano, Genova e Napoli, ma tale casistica può subire alcune variazioni in seguito ad ulteriori accertamenti. Intanto, le associazioni che rappresentano i consumatori si sono mobilitate al fine di effettuare una class action creando lo sportello 'Sos Tari'; pertanto, i contribuenti che vorranno aderire, potranno inviare via e-mail la propria richiesta all'associazione territoriale competente, la quale effettuerà i relativi accertamenti sugli avvisi di pagamento della tassa sui rifiuti.

Il mancato gettito va recuperato: in arrivo rincari pro capite

L'azione di numerosi cittadini volta ad ottenere il rimborso delle quote variabili versate erroneamente ha fatto sì che nelle finanze dei comuni si possano creare dei buchi di bilancio non preventivati.

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Per questo motivo, l'Anci (Associazione Nazionale Comuni Italiani) ha già reso noto che alcune realtà territoriali potrebbero applicare dei rincari a persona. Già alcuni comuni, dopo aver quantificato il mancato gettito [VIDEO], hanno predisposto delle operazioni di recupero: ne è un esempio il Comune di #cagliari che, avendo registrato un buco di bilancio pari a 32.940 euro, dall'anno prossimo richiederà 0,80 euro pro capite in più rispetto all'importo standard della tassa sui rifiuti. Anche a Milano si potrebbe procedere nella medesima maniera, incrementando la Tari fino a 6 euro per componente famigliare. Tutto ciò, però, fa sorgere un problema relativo al principio della redistributivo dei tributi: con il rincaro, alcuni contribuenti si troverebbero a versare una somma di denaro maggiore, pur avendo tra le proprietà le pertinenze oggetto della erronea applicazione della tassa.