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La questione relativa alla #Tari gonfiata è stata a lungo dibattuta, visto l'elevato numero di contribuenti che è stato coinvolto nel calcolo errato della #Tassa sui rifiuti. Ciò ha portato molti cittadini a corrispondere più del dovuto, a causa della scorretta interpretazione del testo normativo nella sezione riguardante le pertinenze dell'immobile principale. A seguito delle proteste e dell'allarmismo, il Ministero dell'Economia e delle Finanze ha reso noto che può essere richiesto il rimborso sia al Comune di appartenenza, sia mediante una class-action. A distanza però di un bimestre però, sembrano fuoriuscire alcuni problemi che attualmente nessuno ha intenzione di risolvere, in vista delle prossime elezioni politiche.

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Tari gonfiata: il calcolo errato operato dai Comuni

In alcuni comuni d'Italia ed anche in alcune città di notevoli dimensioni, come Milano e Genova, l'amministrazione ha apportato dei calcoli errati per quel che concerne la determinazione dell'importo [VIDEO]della #tassa sui rifiuti. Ciò ha portato ad un vero e proprio allarmismo relativo a quello che è stato poi rinominato il caso della 'Tari gonfiata': i contribuenti, timorosi di aver pagato più di quanto effettivamente avrebbero dovuto versare, si sono rivolti ai commercialisti al fine di controllare gli avvisi di pagamento relativi agli ultimi 5 anni. Nello specifico, è da controllare la cosiddetta quota variabile, la quale deve essere computata una sola volta, in correlazione all'abitazione principale. Al contrario, i comuni coinvolti hanno aggiunto la quota variabile per ciascuna pertinenza (garage, cantine, ecc...), facendo lievitare notevolmente l'importo della Tari.

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Impossibile procedere con i rimborsi della Tari gonfiata

Una volta appurata la propria situazione, i contribuenti che rientrano nel cosiddetto caso della Tari gonfiata possono richiedere il rimborso delle quote versate erroneamente. Il Ministero dell'Economia e delle Finanze ha infatti chiarito le modalità di richiesta, predisponendo anche i moduli da compilare [VIDEO]. Tale rimborso, però, comporta inevitabilmente un buco di bilancio non preventivato, il quale deve essere necessariamente coperto in qualche modo. E' proprio per questo motivo che le amministrazioni comunali hanno riscontrato le prime difficoltà per quel che riguarda i rimborsi della Tari; inoltre, si aggiungerebbe il fatto che i costi relativi allo smaltimento dei rifiuti devono essere sostenuti e, mancando i fondi perché restituiti, ci creerebbe un ulteriore problema. Come si può ben intendere, si tratta di una problematica piuttosto ostica, che si potrebbe risolvere unicamente con una norma ponte la quale preveda la copertura dei rimborsi con le risorse presenti in bilancio: ma questa decisione è piuttosto delicata, soprattutto in vista delle prossime elezioni politiche.