Pubblicità
Pubblicità

Le vacanze degli italiani e non solo rischiano di costare sempre più care. Da quest'anno, infatti, altri 100 Comuni italiani introdurranno nel proprio bilancio e, quindi, faranno pagare ai villeggianti o a chi si reca nel loro territorio per lavoro, la Tassa di #soggiorno. Il tributo era stato introdotto, per la prima volta, due anni fa, solo nel corso del 2017 aveva garantito un extra-gettito di circa 460 milioni di euro. Ma secondo le previsioni degli esperti quest'anno si potrebbe arrivare tranquillamente a sforare i 600 milioni di euro. Questo grazie agli accordi siglati dalle autorità municipali con Airbnb e l'introduzione di servizi aggiuntivi.

Pubblicità

Inoltre, una buona mano dovrebbe darla il #Governo se, nonostante incombano le elezioni, si riusciranno a sottoscrivere idonee convenzioni con le piattaforme digitali di home tourism [VIDEO].

I Comuni interessati dalla tassa

Come abbiamo detto la tassa di soggiorno è stata introdotta nel 2016. E già in prima battuta circa 750 Comuni. tra cui grandi città d'arte come Roma, Firenze e Milano, l'avevano adottata. Infatti, nell'anno appena trascorso, il numero dei Comuni che l'hanno introdotta è, immediatamente, balzato a 845. Ora, nel 2018, introdurranno il tributo altri 100 Comuni. Tra questi vi sono importanti siti di interesse storico - artistico come Assisi o anche Pompei, Arezzo, Mantova e Asti. Ma anche altre località, forse meno famose, ma comunque sempre meta di turisti come Milano Marittima e Piacenza, Portofino e Cervia.

Pubblicità

E anche centri mete del #Turismo invernale come Cortina e Asiago.

Oltretutto, diversi Comuni che negli anni precedenti avevano già introdotto la tassa di soggiorno, come ad esempio Firenze, prevedono di incrementarla nel 2018. Ad esempio, il capoluogo toscano la innalzerà di 50 centesimi di euro per gli hotel da 1 a tre stelle, mentre gli hotel a 4 stelle la vedranno crescere di 30 centesimi e i bed and breakfast o affittacamere e Airbnb addirittura di 1,50 euro.

Un caso particolare riguarda, invece, la città di Venezia. La Serenissima, infatti, dal 2018 non introdurrà solamente la tassa di soggiorno, ma verrà addirittura istituito dal Comune un vero e proprio registro online in modo da combattere l'evasione fiscale degli affitti via web.

La protesta degli imprenditori del turismo

Ovviamente, a subire il contraccolpo che, quasi certamente, genereranno questi aumenti indiscriminati, in alcuni casi anche del 100%, saranno sopratutto gli albergatori [VIDEO]. Non per niente il Direttore di Federalberghi, Alessandro Nucara, denuncia il fatto che i Comuni abbiano sfruttato la liberalizzazione delle tariffe per fare cassa. Secondo Nucara, infatti, anche se pagare le tasse è un dovere sarebbe stato gradito un maggiore coinvolgimento degli addetti del settore. E, comunque, si spera che con questi ulteriori introiti i Comuni forniscano un supporto migliore e più efficiente ed efficace al settore turistico.