Waymo, la divisione super tecnologica di #google che si occupa dello sviluppo dell'auto senza pilota, ha fatto causa ad #Uber rea di aver rubato i progetti per la #tecnologia alla base delle vetture autonome, cioè che camminano senza l'intervento umano, senza che vengano guidate dall'uomo. Tutta questa storia arriva dopo le ultime polemiche di questi giorni dei tassisti che si sono scagliati scendendo in piazza e paralizzando Roma e Milano protestando contro Uber..

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Waymo accusa Anthony Levandowski, un ex ingegnere dipendente di Google, ma ora passato ad Uber, di aver rubato circa 14.000 documenti estremamente confidenziali dall'azienda di Mountain View prima di andarsene. Con i documenti in mano, l'ingegnere avrebbe fondato Otto, la compagnia di camion che si guidano da soli poi acquisita da Uber.

Il 'furto' dalle segrete di Google

Come si sarebbe mosso l'ex dipendente per sottrarre i documenti top-secret? Semplice. Secondo i suoi legali, Google afferma che l'uomo ben sei settimane prima di presentare le dimissioni, avrebbe installato sul suo personal computer aziendale un software per trafugare ben 9,7 giga di materiale informatico e dopo passato tutto su chiavetta USB. Una volta scaricati oltre 14.000 documenti confidenziali dai sistemi di Waymo, inclusi i design dei circuiti e del sistema di radar, l'ingegnere avrebbe formattato il pc nel tentativo di cancellare ogni traccia.

Insomma, una storia che sembra uscita da una spy story in piena regola.

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Con anche il colpo di scena: Waymo sarebbe venuta a conoscenza del furto a causa di una email che riportava per errore un contatto dell'azienda in copia. L'azienda di Google sta ora chiedendo alla corte suprema di impedire a Uber di utilizzare la sua tecnologia e di restituire i materiali rubati. In tutta risposta Uber ha risposto confermando di aver preso le accuse verso Otto molto seriamente e valuterà la questione con cautela.

La Google Car

Nel maggio del 2016 Google ha siglato un accordo con il gruppo FCA secondo il quale il van Chrysler Pacifica, dopo una prima fase di test, sarà il primo modello commerciale di auto a guida autonoma marchiata Google acquistabile negli Stati Uniti. L'azienda sta depositando diversi brevetti riguardo le tecniche per la guida senza pilota, come ad esempio un procedimento per il riconoscimento dei mezzi di soccorso, lasciando loro il passo sulla carreggiata.