24 Giugno 2017. Da ormai ventidue ore terrestri, Curiosity - la sonda che da 5 anni staziona stabilmente su Marte - ha iniziato ad esplorare il suolo del pianeta più discusso e chiacchierato del nostro sistema solare in completa autonomia, senza che gli operatori della #NASA debbano necessariamente essere ad ogni istante al comando delle decisioni direzionali.

Autonomous Exploration for Gathering Increased Science

Grazie al modulo di artificial intelligence chiamato AEGIS - acronimo di Autonomous Exploration for Gathering Increased Science - sviluppato dagli ingegneri informatici del Jet Propulsion Laboratory della NASA, il lander è in grado di assumere il controllo delle operazioni nei momenti nei quali gli operatori del centro non siano o non possano essere presenti, ampliando così in modo significativo le finestre temporali di azione e riducendo di conseguenza i così detti "busy time" (una delle maggiori fonti di costo delle operazioni interplanetarie come questa).

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Basato sulla #tecnologia delle reti neurali - reti che emulano il cervello umano nella loro struttura ad auto apprendimento - AEGIS da oggi consentirà a Curiosity di decidere come, dove e quando puntare il proprio spettrometro laser sul suolo, alla ricerca della verità circa la natura chimico fisica delle rocce che lo compongono.

Curiosity

Lanciata il 26 Novembre 2011 ed atterrata su suolo marziano il 6 Agosto 2012, Curiosity fa parte del progetto Mars Science Laboratory (MSL), missione di esplorazione del pianeta Marte della National Aeronautics and Space Administration, ed è l'ereditiera di numerosissime precedenti operazioni di avanscoperta, due terzi delle quali sole fonti di costi enormi - basti pensare che nel 2015 i costi della NASA ammontavano a circa 18 miliardi di dollari - e finite in fallimenti.

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Dozzine infatti sono le sonde, i rovers e i landers lanciati verso il pianeta negli ultimi decenni, che hanno comunque alimentato la curiosità e l'eccitazione del mondo scientifico permettendo, fra le altre cose, di scoprire le calotte polari ghiacciate e i solchi di antichi fiumi la cui origine si deve attribuire nella notte dei tempi.

Mars Colonization

Ma al di là del puro interesse tecnologico, la missione di Curiosity è ben più pratica, dal momento che l'ipotizzato sbarco umano sul pianeta si avvicina sempre di più: la prima missione esplorativa umana è prevista già per il 2024, anche se stime meno ottimiste allungano di sei anni il termine. E proprio dall'analisi del suolo marziano che Curiosity sta mettendo in atto si potrebbero trovare risposte circa il più grande degli attuali ostacoli alla missione Uomo-Marte, ovvero la ricerca delle risorse energetiche necessarie al viaggio di ritorno. Qualora, infatti, sostanze chimiche adeguate fossero individuate da Curiosity fra le pietre del pianeta, si potrebbe ipotizzare un impianto di produzione di energia direttamente in loco, rendendo più vicino il sogno dell'uomo su Marte.

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Una colonizzazione che sfida la fantascienza, ma che si avvicina sempre più alla realtà, quindi, quella dell'uomo sul pianeta rosso, grazie a Curiosity e AEGIS. E a noi, non resta che attendere. #scienza