#Whatsapp, #Skype e #gmail nuovamente prese di mira: a rischio, la sicurezza in fase di utilizzo delle tre applicazioni. Google sembra stia facendo il possibile per evitare il diffondersi di virus e malware ma, per l’ennesima volta, i pirati informatici hanno trovato un modo per agire indisturbati. I sopracitati servizi [VIDEO] sono stati il principale obiettivo di Lipizzan: questo è il nome del malware. Nello specifico, parliamo di un trojan molto ben sviluppato, il quale può nascondere insidie assolutamente non trascurabili. La scoperta di tale pericolo informatico è avvenuta in seguito a dei controlli sempre più mirati da parte dello staff di Big G, svoltisi all’interno del Play Store.

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Occorre sottolineare che il trojan in questione opera già da diverso tempo e, di conseguenza, le chat WhatsApp, le comunicazioni di Gmail e le conversazioni su Skype potrebbero essere state spiate (si, avete capito bene).

Lipizzan, la nuova minaccia che colpisce WhatsApp, Gmail e Skype

Ma dove si nasconde Lipizzan, il virus che ha preso di mira WhatsApp, Skype e Gmail? Si parla di una serie di app (ad ora, ne contiamo circa 20, della categoria Backup e Cleaner), ossia particolari utility per la gestione del telefono che, in linea teorica, dovrebbero essere le più controllate in assoluto. Invece, contrariamente alle aspettative, pare proprio che lo sviluppatore di queste applicazioni fosse sempre il NSO Group, di provenienza israeliana, che facendo leva su una simil verifica di licenza era in grado di accedere ai dati personali tramite l’esecuzione del codice del trojan.

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Lipizzan, insomma, ha le potenzialità per attivare il microfono, scattare fotografie e salvare screenshot, accedere alla cronologia delle chiamate e molto altro ancora. Per cui, insidiandosi all’interno di WhatsApp, Skype e Gmail aveva a disposizione i relativi contenuti sensibili, a scapito della privacy e della riservatezza.

La risposta di Google in merito ai rischi presenti su WhatsApp, Skype e Gmail

Pare che Google abbia fin da subito preso voce in capitolo. Secondo le stime, solo pochissimi utenti sarebbero stati colpiti dal virus (qualche decina). Big G ha rimosso dal Play Store le applicazioni incriminate che, però, sembra si stiano moltiplicando con il tempo. Tuttavia, per adesso, il momento critico dovrebbe essere superato. Vi raccomandiamo comunque di prestare molta attenzione ai programmi che scaricate ed al modo in cui, quotidianamente, utilizzate i servizi come WhatsApp, Skype e Gmail.