Da quando il mondo di Internet è entrato nel vivo, fondamentali erano i motori di ricerca come #Google: particolari software in grado di selezionare tutti i contenuti che potrebbero essere di nostro interesse in pochi millesimi di secondo grazie ad interi capannoni pieni di infrastrutture server. Esistevano altre realtà che svolgevano ruoli simili, ma il ruolo predominante nell'ambito delle ricerche è sempre stato ad appannaggio di Google o meglio, "Google.com".

Tuttavia lo stesso mondo di Internet si è continuamente evoluto nel corso degli anni: ogni giorno nascono centinaia di nuove caselle di posta elettronica e vengono creati altrettanti nuovi account sui social network.

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Molto spesso poi, un sito web ha una presenza anche sui social e questa presenza sarebbe diventata (complessivamente) talmente grande da spodestare Google dal trono delle ricerche web.

Con i social, l'utente ha le notizie che desidera ancora prima di cercarle con Google stesso

Stando alle analisi effettuate dal Data Science Central, quello di "Google.com" non è un declino iniziato dall'oggi al domani ma sarebbe vecchio addirittura 4 anni. Un declino che, guardando alcune categorie specifiche, sarebbe addirittura a due cifre (il 25% per essere precisi). La domanda sporge spontanea: dato che la gente usa sempre più la rete, cosa usano gli utenti per entrare in possesso delle stesse risorse che un tempo avrebbero cercato con Google?

La risposta è semplice: gli utenti sfruttano i social network e sfruttano le caselle di posta elettronica i cui indirizzi sono registrati sempre più spesso a dei particolari servizi di newsletter.

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Ragionando un attimo si può dare una semplice risposta anche a questa repentina inversione di tendenza: al primo accesso della giornata su un social come #facebook si ha un feed di notizie selezionate in base ai propri interessi; la stessa cosa avviene con le e-mail, dove sempre più utenti decidono di "abbonarsi" a particolari servizi di newsletter. Così facendo l'informazione arriva direttamente sul proprio schermo senza nemmeno aver pensato di cercarla in rete.

Insomma, quello che risulta evidente è che alle persone piace essere informati piuttosto che informarsi. Molto spesso accade che notizie di attentati o altre informazioni altrettanto importanti corrano sui social ancora prima che la stessa passi per il telegiornale o quantomeno raggiunga i siti online dei nostri quotidiani preferiti.

Ma Google ha davvero fatto il possibile per limitare il fenomeno?

Osservando gli ultimi risultati "tecnologici" pubblicati da Google stessa, pare che la risposta a questa domanda sia un secco no.

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Difatti si è continuamente evoluto tutto l'ecosistema attorno al motore di ricerca: se l'aspetto del motore di ricerca è rimasto quasi immutato da vent'anni ad oggi, lo stesso non si può dire delle app e di Youtube, i quali sono costantemente sotto un flusso continuo di nuovi aggiornamenti volti a migliorarne l'aspetto grafico e quello relativo alle funzionalità.

Insomma, il declino pare ormai inesorabile e, con ogni probabilità, sta cambiando nuovamente il modo di utilizzare la rete. Tutto ciò con buona pace degli utenti che si trovano sempre più a loro agio.