Un’altra sconfitta del mondo della #Scuola? Gli smartphone oramai fanno parte integrante delle attrezzature scolastiche degli alunni. Quando le istituzioni scolastiche non riescono più ad arginare la dilagante maleducazione degli studenti, ecco che interviene la politica, disincentivando gli abusi e le devianze presenti tra i banchi di scuola. Oggi è toccato a un sindaco, un padre di famiglia. Domani a chi? Intanto gli insegnanti e la scuola assistono, inermi, alle cattive abitudini degli studenti. I regolamenti d’Istituto vengono quasi sempre disattesi e far rispettare le regole e le buone abitudini sembra essere divenuto davvero difficile.

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Ma quando in una comunità scolastica, non si rispettano le regole e non si applicano neanche le necessarie punizioni, allora, ci chiediamo: come si può pensare di educare le nuove generazioni a farle rispettarle?   

Che bella idea! Peccato che a metterla in atto sia stato il sindaco e non la scuola

Il primo cittadino di Vigonza, in provincia di Padova, ha indetto uno stravagante concorso aperto ai ragazzi delle scuole medie. L’obiettivo è quello di diminuire l’utilizzo spasmodico dei cellulari da parte degli studenti, visto che oramai questo oggetto sta diventando uno strumento sempre più presente nella vita di tutti noi. Guidare le nuove generazioni a fare un uso corretto degli strumenti tecnologici dovrebbe essere il primo atto di formazione e di educazione da parte degli adulti.

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Secondo quanto dichiarato dal sindaco di Vigonza, all'anagrafe Nunzio Tacchetto, l’idea si è concretizzata quando ha assistito personalmente ad alcuni strani comportamenti degli studenti. In particolare, Tacchetto racconta di avere visto con i propri occhi, dopo l’uscita da scuola degli studenti delle medie, una vera e propria ‘ipnosi di massa’. Quella dei piccoli studenti in preda alla vorticosa corsa a chi accendeva per primo il cellulare. Non solo, ma i ragazzi non distaccavano i loro occhi, neanche per un battito di ciglia, da quegli schermi zeppi di icone colorate. Imbambolati e immersi nella lettura dei display, i giovani studenti vagavano lungo la strada come piccoli zombi dediti alla catalessi. Ma, a suggerire poi questa strana competizione è venuto in soccorso un altro episodio, molto frequente di questi tempi, e a tal proposito il sindaco dichiara: «Come se non bastasse, qualche sera dopo, mentre ero a cena, ho notato una tavolata di persone dove gli adulti chiacchieravano e i ragazzini erano immersi nei cellulari.

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E da lì mi è venuta l'idea: è possibile vivere senza cellulari? Forse no. Ma credo che con un piccolo incentivo si possa ottenere qualche risultato almeno per diminuirne l’utilizzo. Non è possibile che i contatti umani, lo stare insieme, si riduca al commento di ciò che passa sui social e sui telefonini».

Il concorso: rinuncia al cellulare per una settimana, in palio una gita gratuita a Gardaland

Quale sarà l’oggetto del concorso? Semplice, sette giorni di 'disintossicazione' dall'utilizzo del proprio smartphone. Chi rispetterà tale condizione vincerà una gita gratuita presso il famoso parco divertimenti di Gardaland. Chiaramente, la condizione necessaria sarà quella in base alla quale i giovani concorrenti dovranno letteralmente ‘disfarsi’ dei loro apparecchi telefonici e consegnarli, dal 16 maggio 2016, presso i locali comunali, insieme alle sim card in essi contenuti. Secondo quanto comunicato dal primo cittadino della cittadina padovana, gli studenti coinvolti hanno approvato favorevolmente questa competizione. A questo proposito il sindaco precisa: «Ho spiegato loro quelli che possono essere i benefici derivanti dal distacco da uno strumento che, talvolta, viene usato in maniera distorta, oltre al fatto che lo si ha in mano per troppe ore al giorno. Credo che i ragazzi debbano riscoprire altri modi per comunicare tra loro». #tariffe cellulari #Salute bambini