Un procedimento in contradditorio nel romano Palazzo Koch, sede della Banca d'Italia, già sotto pressione per altre note vicende, sta valutando se trasformare la società per azioni Finpiemonte in partecipata dalla Regione Piemonte, dimodochè diventi una vera è propria banca, Al governatore della Regione Piemonte, Sergio Chiamparino, piace sempre rischiare con i derivati e in questi giorni aspetta con ansia il responso della Banca d'Italia al suo ultimo azzardo con cui si faranno i conti in autunno, come rileva il Movimento 5 Stelle. Eppure il governatore aveva detto che i bilanci della Regione si sarebbero già potuti fare a marzo con gli incassi della mostra da record su Monet,.

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La leva finanziaria, cioè l'utilizzo di derivati, swap e future, di cui si occuperà la nuova banca conviene, perchè questi prodotti finanziari non sono messi a bilancio e ricadono sul successore al timone dell'istituzione alla tornata elettorale successiva..Lo sa bene Piero Fassino che è stato sindaco dopo di lui e si è trovato più di 3 miliardi di debito. L'ex segretario Ds non ha potuto far altro che definirsi un avventuriero e ammettere che il debito c'era eccome, ma che era un debito da investimento. Da venti giorni gli esperti di Banca d'Italia hanno capito che cosa volesse dire Fassino e stanno approfondendo. 

I debiti causati dal rischio derivati

Ufficialmente la Finpiemonte, diventerà una sorta di Cassa depositi e prestiti come ha deliberato a febbraio la giunta regionale, confidando che la nuova banca si occupi solo di private equity, minibond, tranched cover,.

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Perchè i derivati della prevista leva finanziaria sono prodotti estremamente volatili, il rimborso dei quali sta ancora costando 3mila500 euro ad ogni torinese. Alti sono rischi di un banca che investe in derivati il capitale pubblico.e i precedenti di Chiamparino destano preoccupazione: dalle Olimpiadi 2006 il debito pubblico di Torino è raddoppiato. E da allora è stato monitorato dalla Facoltà di Economia dell'Università che ha constato che da un decennio si è speso più per eventi e arredo urbano che per servizi sociali. E i subdoli derivati per costruire il Passante ferroviario e la metropolitana sono ancora da rimborsare. C'è ben poco da festeggiare il decennale delle Olimpiadi, se si pensa che hanno triplicato il debito pubblico sotto Castellani che poi ha passato il testimone a Chiamparino

Secondo i dati di Bankitalia erano quasi 500 gli enti locali che utilizzavano strumenti derivati: tredici regioni, ventotto province, e quattrocentoquaranta comuni, ma stanno scendendo di numero.

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con Roma e Alessandria ancora sull'orlo del fallimento.. Sembra però che Chiamparino non l'abbia capito, anche se ha lasciato un Comune con il massimo indebitamento di Italia. E pensare che quando il suo dirimpettaio di Palazzo civico, Piero Fassino, si era entusiasmato per la scalata di Unipol a Bnl, era stato deriso.

La vera ragione dell' appetibilità dei derivati è che permettono sostanziosi anticipi, ma più lunga è la scadenza del prestito, più diventa difficile immaginare i futuri andamenti dei tassi. Finora Chiamparino ci ha sempre rimesso, forse perché si e affidato alla finanza creativa. E a Palazzo Koch,non sanno in quali condizioni economiche versano gli ospedali piemontesi, in particolare il maggiore di Torino, le Molinette che, lamenta già blocco dei turn over, riorganizzazioni, accorpamenti, ma che se non si corre ai ripari, verrà commissariato. E, in realtà, al sindaco non rimangono che gli autovelox e le multe dei vigili che però spesso vengono considerati illegittimi dalla Corte di Cassazione. #Politica Torino #Cronaca Torino #Pubblica Amministrazione