Continua la rivoluzione degli stadi cittadini così come sono sempre più evidenti cambiamenti nel mondo del calcio. Ma i tifosi del Torino ritrovano una certezza e una speranza. Il Filadelfia si chiamerà Grande Torino, come la fossa dei leoni dove giocava Valentino Mazzola anima di quella squadra inarrestabile negli anni Quaranta. Certo un nome appropriato a uno stadio di Torino che così torna una città bipartizan, dal momento che esiste già lo stadio della Juventus con il nome Juventus Stadium, che prima si chiamava, meno faziosamente Delle Alpi, e ci giovavano entrambe le squadre della città. Lo stadio del Toro, invece, si chiamava prima Comunale e poi Olimpico, ma il cuore granata batteva sempre a Superga.

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In cima alla collina, dove sorge la basilica juvarriana e dove già esiste Il Museo del Grande Torino, il prossimo 4 maggio si commemorerà come tutti gli anni, lo schianto dell'aereo di 67 anni fa dove morirono gli invincibili del Grande Torino e si applaudirà al gesto del presidente Urbano Cairo che, mandando una lettera al sindaco Fassino, si è fatto portavoce della tifoseria granata. La sottoscrizione era avvenuta con una petizione on line. La Mole Antonelliana si illuminerà granata per onorare la leggenda. Ieri la commissione toponomastica del Comune ha dato il via libera, dedicando anche un'altra via a Orfeo Pianelli, presidente dell'ultimo scudetto del Torino, nel 1976, con i gemelli del gol, Pulici e Graziani Gigi Radice allenatore.

Il Filadelfia e dintorni

E' possibile che questa decisione toponomastica venga inserita nell'ordine del giorno del Consiglio comunale in tempo per l'anniversario della tragedia del Grande Torino, il 4 maggio.

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Comunque sia, non mancheranno nemmeno quest'anno cori a Superga sui ritardi del Filadelfia che un tempo si voleva addirittura ricostruire. Perché questo stadio era rimasto nei cuori dei tifosi, nonostante la sua chiusura nel 1963 e la demolizione nel 1998. Si raccontavano le gesta degli eroi di Superga e il senso di contatto tra tifosi e Valentino Mazzola e compagni in campo, divisi solo da una rete. Altro che gli stadi con scarsa visibilità e, soprattutto, blindati di oggi, segno di cambiamenti epocali nello sport più bello del mondo.

Per esempio: anche la Juventus era scesa in campo con la maglia rosa e per questo è stata sempre bersaglio dei cori dei tifosi granata. Eppure ieri  sono giunte fino alla Procura federale della Federcalcio come omofobe e xenofobe, le frasi urlate dalle tribune di un torneo in provincia di Torino, lo scorso 9 marzo, ai giovani calciatori del Settimo che giocava a Volpiano, indossando una divisa di colore fucsia e schieravano un calciatore di colore, pur non essendo neppure segnalato nel referto dell'arbitro che ha diretto la gara.

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Così anche per dare il buon esempio, l'ufficio toponomastica del Comune ha deciso anche di intitolare una via al terzino della Juventus Andrea Fortunato, morto a 24 anni di leucemia. Urbano Cario vuole anche un centro sportivo unico per le squadre giovanili anche per farle crescere in un calcio pulito. Sembra pi che quest'anno, su consiglio del mister Ventura abbia anche deciso di non vendere i giocatori migliori, come ha fatto con Alessio Cerci al Milan e Matteo Dermian al Manchester Unitedal. Per ora il patron di Alessandria non si lascia lusingare dalle voci che arrivano d'oltre Manica sul brasiliano, appena andato a segno contro l'Atalanta,  Bruno Perez, a cui è anche interessata l'Inter che vale oltre 15milioni di euro. #Torino Calcio #Sport Torino #Cronaca Torino