Ogni tanto capita di chiederci "che fine avrà fatto…?" riferendoci a qualche personaggio molto popolare per un po' di anni, poi finito d'un tratto nel dimenticatoio. Come se esistesse un "buco nero" che risucchi i Vip. Capita con calciatori, attori e personaggi del mondo della Televisione. Tra questi, come non chiederselo di Natalia Estrada, popolarissima soubrette spagnola che negli anni '90 ha rubato i cuori di centinaia di migliaia di italiani. Nata a Gijón il 3 settembre 1972, ha esordito come co-conduttrice ne Il gioco delle coppie al fianco dell'allora marito Giorgio Mastrota, raggiungendo poi la popolarità grazie al film diretto dal regista toscano Leonardo Pieraccioni Il ciclone (1996), che ne esaltò il classico fascino caliente spagnolo.

Tra la fine degli anni novanta e i primi anni duemila ha condotto numerosi varietà su Canale 5, soprattutto La sai l'ultima?, per cinque anni, fino al 2003. Per lei perfino un album (che però fu un flop discografico) e qualche altra comparsata cinematografica fino al 2004 (in quegli anni ebbe una relazione con Paolo Berlusconi, fratello di Silvio, dopo il divorzio da Mastrota), poi la completa sparizione. Perché?

La bella Natalia da quell'anno ha deciso di dedicarsi completamente all'equitazione, rispolverando la sua passione per i cavalli. Ha fondato un'associazione sportiva Italian Western Academy, al fine di diffondere anche in Italia questo hobby prevalentemente americano. Ha spiegato la sua scelta al settimanale gossipparo Dipiù, affermando di essere aiutata dal marito Andrea e il suo collega Buck Brannaman.

Spiega che la sua associazione non si limita solo ad insegnare alle persone ad andare a cavallo, bensì a creare proprio un'empatia con l'animale. La vita da showgirl le andava stretta e così ha riscoperto il contatto con la natura.

Insomma, la bella Natalia ha dimostrato con questa scelta di avere anche dei valori interiori profondi oltre che una bellezza esteriore, non lasciandosi soggiogare dal mondo dello spettacolo. Che dà tante soddisfazioni, ma anche molte amarezze.