In un'edizione che, parafrasando il padrone di casa Costantino della Gherardesca, conta il minor numero di eterosessuali di sempre, l'arrivo (in sostituzione di Luca Tommassini al fianco di Paola Barale) di Piero Filoni, l'aitante musicista che vive in camper definito da Pinna "un incrocio tra Gesù Cristo e Kurt Cobain", dà un'imprevista svolta testosteronica a #Pechino Express, giunto ieri alla sua quinta puntata. Eppure, né lui né Andrea Fachinetti, l'erede Muti che è riuscito a espugnare il cuore della bionda professoressa Laura sembrano aver fatto breccia nei favori del pubblico femminile. Perlomeno, non in quello delle native. Sia in Ecuador sia in Perù, il più ammiccato dalle signore del Nuovo Mondo è senza dubbio Son Pascal, al secolo Pasquale Caprino.

Pubblicità
Pubblicità

Ha 29 anni, fa parte della coppia degli Espatriati (quella che ha vinto la tappa di ieri) ed è uno dei concorrenti più agguerriti. Sempre acceso, dotato di uno charme particolare e vivace, aria furbetta e vagamente sorniona, ha finora dimostrato grande capacità d'adattamento e una dose sufficiente di scaltrezza. Ma chi è davvero il giovane cantante che ha lasciato Paestum per il Kazakazistan? Ecco la sua storia. 

Da Paestum al Kazakistan passando per Londra

Dalla costa cilentina dov'è nato e cresciuto alle steppe dell'Asia Centrale, l'espatriato di Pechino Express Pasquale Caprino c'è finito per caso: terminata la scuola e deciso a fare della musica la sua vita, prova a tentare la carriera discografica, ma il primo disco va male. Non si perde d'animo e decide di trasferirsi a Londra, una scelta avversata dalla famiglia.

Pubblicità

Nella capitale britannica fa la più classica delle gavette, suonando in una cover band dei Beatles, un'esperienza che non lo rende ricco, ma gli permette di perfezionare la tecnica e d'incontrare, in un locale, una ragazza kazaka che segna la sua svolta professionale. Invitato nell'ex repubblica sovietica, s'innamora del paese e decide di restare. Qui incide una parodia della canzone di Sting 'Englishman in New York', da lui ribattezzata 'Englishman in Shymkent': Shymkent è una sorta di Napoli kazaka, una città oggetto di ironie e stereotipi. Il video, caricato su YouTube, diventa virale e sancisce l'inizio del successo di Pasquale Caprino, divenuto nel frattempo Son Pascal, ora vera e propria star del paese centroasiatico, dove non può uscire di casa senza finire assediato da fan adoranti. Una storia di emigrazione insieme speciale e come tante. E se è inevitabile che ogni tanto sbuchi qualche piccola malinconia, Pascal sa come scacciarla: in lui prevale sempre il sentimento d'entusiasmo e di gratitudine nei confronti della piega insospettata che ha preso la sua vita.

Pubblicità

"Non bisogna partire portandosi dietro l'olio e il parmigiano", ha dichiarato in un'intervista concessa un anno fa a Il Giornale, "se voglio la passata di pomodoro, sto in Italia: bisogna abbandonare la mentalità da provinciali e aprirci". Di apertura lui ne ha mostrata parecchia, lasciandosi alle spalle abitudini e clichés. Anche se in Kazakistan il sole non rifulge tutti i giorni, Pascal sa sempre come consolarsi. Le donne kazake, confessa, non sono niente male.  #personaggi tv