Ci siamo, la nona edizione di X-Factor è ufficialmente iniziata. Dopo un mese di selezioni e contro-selezioni, bootcamp, home visit, lacrime, disperazione e individui che sembrano aver raggiunto le audizioni principalmente per essere “strani”, buoni per attirare le risate e la curiosità morbosa di un pubblico sempre più annoiato e vorace di novità, sono partiti ieri sera i live dell’edizione 2015 di uno dei programmi più famosi di Sky Uno.

Le band entusiasmano il pubblico

Cattelan è la prima star della serata, con la sua giacca esagerata e multicolore, suona bonghi psichedelici accompagnandosi con mazze che brillano come spade laser, mentre i giudici, vestiti di abiti spesso eccessivi e particolari (si segnala soprattutto la giacca con l’unicorno indossata da Mika) brillano di luce propria ben più dei concorrenti che devono presentare. La serata procede senza particolari intoppi e se molti sembrano ancora impegnati a sconfiggere l’emozione della prima serata, soli su un palco di fronte a un pubblico che va conquistato, sia da casa che dal vivo, qualcuno spicca più degli altri.

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Spiccano particolarmente gli Urban Strangers, per il loro talento nell’arrangiare una versione rap/dance di “Breakfast in America” e per la bravura con cui intrecciano le loro voci, in barba all’aria dimessa che hanno non appena smettono di suonare; Gio Sada sembra un leone, per l’aggressività con cui si approccia al palco intonando una canzone degli Who; Leonardo si segnala per la sua voce particolare e Luca, nonostante la giovanissima età, sembra più a suo agio sul palco di concorrenti molto più maturi. In questa edizione, che vede per la prima volta a livello mondiale l’introduzione delle band come concorrenti, sono proprio queste ultime a farla da padrone e trascinare il pubblico. Così accanto agli Urban Strangers si impongono anche i Landlord e i Moseek.

La prima eliminazione tocca a Massimiliano e sono le parole stesse dei giudici a far sorgere il sospetto che l’unico vero discrimine non sia stato il talento “mancante” di quest’ultimo durante il suo scontro con Eva – meno votato della prima manche, che zoppica parecchio nell’intonare “Fix You” – ma l’età “avanzata”.

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Trentaquattro anni sono un po’ troppi per essere vendibile come popstar idolo delle ragazzine, no? Oppure sono i giudici che non amano il rischio? Fatto sta che Elio si trova a perdere un membro della sua squadra già alla prima puntata.

Coreografie notevoli ma le vere star sono altre

Resta un retrogusto amaro, a fine serata, perché nonostante fra i dodici concorrenti si nascondano indubbiamente giovani talenti con del potenziale, la personalità sembra mancare quasi a tutti. Sono pochissime le esibizioni che emozionano davvero e magari i partecipanti devono ancora scaldarsi ma sorge forte il sospetto – e la scelta dell’eliminato lo conferma – che il talent musicale più famoso del mondo più che veri talenti canori cerchi fogli bianchi da riempire del “contenuto” più utile per la casa discografica, che dovrà promuovere il vincitore di questa nona edizione.

Sono tutti stati rimessi a nuovo, ripuliti delle asperità più eccessive. Persino Eleonora rivela di avere una voce niente male, ora che è stata opportunamente istruita da Skin.

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Eppure, al netto della serata, spiccano molto di più i quattro giudici, che si uniscono a formare una band improvvisata per suonare “Wild Boys” e omaggiare quelle che saranno le vere star della serata. Perché sono proprio loro, i Duran Duran, quelli che tengono il palco da veri professionisti, che sanno trascinare il pubblico dell’auditorium e i telespettatori. La distanza dai concorrenti è così netta da risultare quasi umiliante per questi ultimi. Si spera che nelle prossime puntate riescano a crescere perché, vista la poca popolarità della maggior parte dei precedenti vincitori, la mancanza di una personalità decisa e qualcosa di nuovo da offrire potrebbe andare a tutto svantaggio delle aspiranti pop-star. #X Factor #programmi tv