Al centro dell'indagine del semiologo Gianfranco Marrone, c'è la volontà di scoprire quale nesso squisitamente culturale ci sia tra il più famoso #commissario della letteratura italiana e il cibo.

Il personaggio di #Montalbano, reso celebre dalla penna (e dalla geniale invenzione) dello scrittore siciliano Andrea #Camilleri nonché dalla magistrale interpretazione di Luca Zingaretti, ha infatti un rapporto "particolare" con le pietanze della più antica tradizione culinaria siciliana che si intrecciano curiosamente con le vicende oggetto delle sue indagini.

È, infatti, consuetudine del Commissario, gustare per caso, per coincidenza, per necessità, una qualche pietanza tipica siciliana durante lo svilupparsi delle indagini sui crimini oggetto delle sue investigazioni.

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Tra un cannolo mangiato al volo, una pasta con le sarde mangiata in una trattoria decisamente insolita, un morso ad un arancino o arancina (a seconda dell'angolazione geografica dell'Isola) o una caponatina preparata dalla sua domestica Adelina, si susseguono vicende sanguinose e omicidi efferati che creano uno scenario inconfondibile.

L'indagine semiologica e l'impatto sul turismo locale

Lo studio di Gianfranco Marrone si concentra non soltanto sull'accavallarsi di avvenimenti criminali e il cibo che consuma il protagonista durante questi ultimi, ma quanto questa complessa matassa da svolgere incida sugli spettatori (e i lettori) e sulla loro curiosità verso la tradizione siciliana.

Non stupisce, infatti, il notevole incremento di visitatori che ha avuto la casa in riva al mare di Montalbano da quando viene trasmessa la serie.

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Anche l'intera località di Punta Secca (frazione di Santa Croce Camerina, tristemente nota per l'omicidio del piccolo Loris Stival da parte della madre Veronica Panarello) a Marina di Ragusa, ha avuto un boom di visite.

Tale successo è stato potenzialmente declinato non solo da un punto di vista turistico, ma anche enogastronomico e questo fa ben pensare che la serie, seguita da milioni di telespettatori, sia diventata uno strumento di promozione della provincia ragusana, ma anche di tutto il territorio siciliano.