Ormai ci siamo, è imminente la messa in onda della prima puntata di #Rosy Abate - La Serie, prevista per il prossimo 5 novembre in prima serata su Canale 5. L'iniziativa suscita interesse sia nel pubblico che nella critica, poichè si tratta di uno spin-off insolito per i contenuti che lascia immaginare, interessante per l'attesa sulle modalità espressive del testo: retorico? Banale? Realistico? Coinvolgente? Vedremo se avrà le qualità di un'altra ottima intuizione come la serie "Solo".

L'abbandono di Squadra Antimafia

Se c'è una #Fiction tv che ha saputo reggere alle attese del pubblico ed innovare continuamente scenari e protagonisti, registrando per anni ottimi risultati in termini di qualità di produzione e relativi ascolti, questa è stata #Squadra Antimafia.

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Tuttavia, le ultime due serie hanno mostrato i segni di una caduta verticale nel tono realistico e nella qualità della sceneggiatura e del cast. Il pubblico ha avvertito il pesante scadimento ed ha punito le scelte della produzione. Troppo rischioso proporre una nuova serie di Squadra Antimafia radicalmente rinnovata? Forse no. Ma la produzione ha deciso ugualmente di puntare su uno spin-off nel quale i protagonisti più controversi eppure amati dal pubblico potessero riannodare i fili di una narrazione lasciata interrotta.

Rosy Abate e Filippo De Silva, una coppia inossidabile

Si tratta di due figure negative. Eppure, le loro vicende, spesso intrecciate, hanno colpito l'immaginario del pubblico per l'ambiguità delle loro esistenze, appese al filo di un'infanzia difficile in un ambiente controverso, poi evolutesi nella scelta del male giustificata, tuttavia, dallo scenario beffardo nel quale vengono entrambi attratti a causa di un destino ineluttabile.

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Ed è in quel contesto che emerge la loro umanità, la psicologia profonda che gli autori hanno saputo costruire sapientemente, quasi dimenticandosi di tutto il resto della sceneggiatura di Squadra Antimafia. Così, lo spin-off dedicato a Rosy Abate non poteva fare a meno di Filippo De Silva. Le due figure si sostengono nella loro imprevedibilità, nel loro cinismo, nella violenza animata da un grumo complesso di sentimenti parossistici, di storie, di relazioni, di memorie, di attese e di misteri.

L'eroe negativo come paradigma del nuovo noir

Spesso la fiction ha elevato a protagonisti figure negative. In fondo, dei "cattivi" si conoscono solo le ambizioni e gli errori finali. Troppo poco. L'antagonista non viene esplorato mentre il protagonista, l'eroe positivo, è mostrato in tutta la sua espressività di figura sofferente, che rischia in nome di un ideale, che sacrifica affetti ed interessi. Tuttavia, nella visione contemporanea, questo genere di figura è considerata irreale, priva di fondamento.

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Ecco perchè ci si pone l'esigenza di forgiare rappresentazioni umane più complesse e quindi più vicine alla sensibilità di un pubblico che avverte la pluralità indecifrabile dell'esistenza. Come nel cinema noir, i protagonisti sono immersi nella tragedia, vittime delle loro scelte, alla costante ricerca di una soluzione, infelici della loro condizione. Ma cavalcano la tigre, rispondono con violenza alla violenza, non sono ingenui e, tutto sommato, sono migliori dei loro gregari o antagonisti, non si arrendono, vivono con disperato coraggio vicissitudini ben lontane dalla quotidiana routine del pubblico. Che per questo li apprezza senza giudicarli, estraniandosi da una riflessione morale.

Una narrazione nuova

In teoria il pubblico avvertirà i caratteri della vecchia Squadra Antimafia: il crimine con i suoi scenari di violenza, di caratteri estremi, di misteri e di avidità, di coraggio e di paura, di vite condotte al limite, di sentimenti saturi all'ombra del pericolo e della morte. Eppure, sarà tutto diverso perchè la realtà sarà vissuta dall'ottica di chi vive in un mondo sotterraneo, oscuro, irrazionale. Non c'è più la distinzione chiara tra bene e male ma l'abbrutimento di uno scenario nel quale domina la legge del più forte, laddove non c'è scampo all'errore. Un mondo nel quale, paradossalmente, la figura del buono, dell'ingenuo, può tornare ad emergere perchè marginale ed insolita.