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Ebbene sì: Homo sapiens non è l’unica specie ad avere problemi di #stress! Depressione, ansia, angoscia, solitudine e nevrosi possono colpire anche altri #Animali e portare alla manifestazione di quelle che vengono definite in campo etologico “anomalie comportamentali”: cani apatici o troppo aggressivi, visoni che si strappano la pelliccia, cavalli che mordono la staccionata ossessivamente, suinetti che succhiano la coda dei fratellini, uccelli che si strappano le penne.Quest’ultimo caso è forse dai molti meno conosciuto, ma senza dubbio davvero curioso e degno di approfondimento.

La Sindrome da Autodeplumazione nei pappagalli

Conoscete la tricotillomania? [VIDEO] Si tratta di un DOC, un Disturbo Ossessivo Compulsivo che porta i soggetti colpiti ad avere un irrefrenabile impulso a strapparsi i capelli o altri peli del corpo con conseguente formazione di chiazze a livello del cuoio capelluto, oltre ad una gran dose di stress e problemi a relazionarsi con gli altri.

Gli uomini non sono i soli ad avere disturbi di questo tipo: gli affascinanti ed esotici #pappagalli, sempre più diffusi tra i nostri animali domestici, manifestano spesso comportamenti simili a quelli riscontrati nella nostra specie e il DOC in questione è noto come Sindrome da Autodeplumazione, patologia che oggi, alla luce della letteratura e degli approfondimenti condotti, viene chiamata nevrosi autolesiva.

I pappagalli affetti da nevrosi autolesiva tendono a manifestare comportamenti autolesionistici, per esempio beccarsi e asportare le piume e le penne dal proprio corpo, ferendosi talvolta anche in modo grave: cenerini, inseparabili, calopsiti, amazzoni, ara e tante altre specie sono colpite da questo singolare disturbo comportamentale, soprattutto quando vengono tenuti in cattività.

Nonostante l’assenza di dati scientifici incontrovertibili, negli anni sono state date molte spiegazioni a questo comportamento, per esempio la presenza di parassiti che costringono il volatile a grattarsi e ferirsi, cause di origine batterica o virale, squilibri di natura alimentare. Decisamente più interessanti e verosimili, sono quelle che pongono alla base del problema cause di natura psicologica: traumi in età infantile, cattiva gestione in cattività, squilibri nella sfera sessuale, scarsità di stimoli specie-specifici o ambientali, possono portare i pappagalli ad avere dei disordini mentali.

Quali sono le fasi della nevrosi autolesiva nei pappagalli?

Riconoscere i primi sintomi manifestati dai vostri pappagalli è fondamentale per cercare di prevenire danni rilevanti. Ecco, dunque, le fasi salienti della nevrosi autolesiva, secondo le interpretazioni date dall’etologo e studioso di pappagalli, Pierluca Costa:

  • Ordine 1: fase della pettinatura delle penne.

I pappagalli sono morbosamente interessati alle penne e alle piume del proprio corpo e continuano a mordicchiarle in modo ossessivo, molto più di quanto farebbero con il normale comportamento di pulizia del piumaggio.

  • Ordine 2: la riflessione.

In questa fase si assiste alla vera e propria asportazione delle piume da parte dell’animale, l’autodeplumazione propriamente detta. I pappagalli placano ansia e frustrazione attraverso la percezione del dolore (inevitabile fare delle associazioni con fenomeni di autolesionismo nella nostra specie!).

  • Ordine 3: l’autolesionismo.

È l’ordine meno frequente ma non meno importante.Una volta asportate tutte le piume e le penne, l’animale si provoca delle lacerazioni, ferendo e asportando l’epidermide con conseguenti sanguinamenti.

La stasi comportamentale

Come già anticipato, l’origine della nevrosi autolesiva sarebbe da ricercare in cause di natura psicologica e la stasi comportamentale è spesso quella scatenante!Per stasi comportamentale si intende l’impossibilità per l’animale di manifestare comportamenti propri della sua specie: grandi acquari, alte voliere e ampie gabbie, seppur non paragonabili ad un ambiente naturale, consentono ai nostri animali di vivere dignitosamente solo se i proprietari provvedono a rispettare le esigenze biologiche ed etologiche delle specie, arricchendo l'ambiente e fornendo i più ampi spazi. In caso contrario è quasi inevitabile l’insorgenza di problemi comportamentali.

Spinti dalla motivazione di soddisfare i propri bisogni (Figura 2), in natura, gli animali compiono determinate azioni: mangiare, bere, conquistare una compagna, giocare, difendere il proprio territorio sono tutti comportamenti che esauriscono la motivazione, appagano l’animale e permettono di raggiungere uno stato di benessere.La reclusione dovuta alla cattività, se condotta in modo maldestro e superficiale, può non fornire all'animale le giuste condizioni per poter realizzare tutte queste azioni ogni qualvolta sia necessario.Come conseguenza si giunge ad uno stato di stress e viene accumulata un’“energia” (quell’energia propria della mancata messa in moto del comportamento) che deve in qualche modo essere scaricata per poter placare la motivazione. Nel caso dei pappagalli, strapparsi le penne e causarsi dolore è proprio un modo per sopperire alla stasi comportamentale.

Spesso è sufficiente modificare l’ambiente per assistere ad una scomparsa del problema: che si tratti di pappagalli, criceti, conigli, pesci o qualsiasi altro animale [VIDEO], se la vostra volontà è quella di tenerlo in casa con voi è vostro dovere informarvi sulle sue esigenze per fornirgli un ambiente adeguato e che possa garantirgli una vita quanto meno dignitosa.

Etologia patologica

Per i neofiti in questo campo, l’etologia è lo studio del comportamento animale. L’etologia patologica è, invece, una branca dell’etologia che mira ad osservare, descrivere e tentare di dare una spiegazione ai comportamenti patologici manifestati dagli animali e che fino a qualche anno fa erano stati analizzati solo in ambito medico veterinario. Un simile approccio potrebbe anche interessarsi a trovare possibili soluzioni per risolvere le patologie stesse, proponendo interventi atti a migliorare la qualità di vita degli animali che le manifestano oltre che aumentare e divulgare le conoscenze in merito.

Da febbraio 2018 verranno organizzati dei seminari presso il Parco Safari delle Langhe, in provincia di Cuneo, che avranno come tema proprio l’etologia e il riconoscimento del benessere, della sofferenza e della malattia negli animali.

Un ringraziamento particolare va al pioniere dell’etologia patologica, l’etologo italiano Pierluca Costa cui si devono gran parte degli studi su cui è basato questo articolo.