Nelle scorse ore Blasting News ha intervistato in esclusiva Tessa Gelisio: ambientalista, ecoblogger, conduttrice del programma TV ‘Cotto e mangiato’ e produttrice di vino.

Tessa Gelisio, conduttrice di Cotto e mangiato: 'Ho registrato la trasmissione insieme al mio compagno da casa'

Ciao Tessa, grazie per la tua disponibilità. In quale aspetto maggiormente è cambiata la tua vita quotidiana durante questa emergenza da nuovo Coronavirus?

"Ho continuato a lavorare tanto, poiché circa l’80% del mio lavoro lo svolgo da casa. Con maggiori difficoltà per quanto riguarda le registrazioni della trasmissione Cotto e Mangiato: io e il mio compagno abbiamo fatto in due quello che solitamente viene fatto in otto.

La trasmissione è registra da casa mia, e così siamo riusciti a portarla avanti. Per gli altri aspetti della mia attività lavorativa, in questa situazione sono riuscita a smaltire anni di arretrati. Infatti, lavoro sempre in smart working perché sono una freelance impegnata su più fronti. Inoltre, ho seguito la cantina per tutta la parte di comunicazione".

Per molte persone questo periodo di stop è stato anche un momento di riflessione interiore. È stato così anche per te?

"Ho letto di più e ho guardato più televisione. Quello che prediligo nella lettura è la saggistica scientifica. Certamente è mancata, in questo periodo, la vita sociale".

Si dice che nulla sarà come prima. A tuo avviso, cosa caratterizzerà di più in positivo o in negativo il prossimo futuro?

"L’unico aspetto più positivo che vedo è che staremo tutti un po’ più attenti all’igiene. Mentre gli aspetti negativi sono veramente tanti: ci sarà molta più preoccupazione, povertà e una mole infinita di plastica da smaltire. Temo inoltre, che ci saranno, a causa della crisi economica, meno azioni concrete verso l’Ambiente".

Questa pandemia cosa ha apportato al tuo pensiero ‘ecocentrico’?

"Sì, che alla fine questa pandemia è proprio una questione di ecologia, proprio come scienza. Infatti, tutti gli esseri viventi sono interconnessi e quello che accade a un pipistrello dall’altra parte del mondo può mettere in ginocchio tutto il mondo.

Pertanto, dobbiamo renderci conto che tutti gli esseri viventi sono collegati. E questa emergenza, infatti, è proprio la dimostrazione di come una problematica ecologia possa arrecare danno all’umanità e alla società a livello globale".

Durante questa fase di lockdown moltissime immagini hanno evidenziato la diminuzione dei livelli di inquinamento. Secondo te, quale potrebbe essere la giusta strada da percorrere per raggiungere un tale risultato?

"Questo dimostra come la nostra economia sia altamente impattante. Da qui si dovrebbe capire che è necessaria la conversione dell’economia a un modello a basso impatto ambientale. Infatti, la consapevolezza di questi aspetti potrebbe essere l’occasione per un rilancio del Green New Deal.

Però, temo che non sarà così. Mentre rendendo l’economia sostenibile si avrebbe la possibilità di coniugare economia, salute e ambiente. Oltretutto, quando gli effetti dei cambiamenti climatici si faranno sentire pesantemente, non sarà possibile chiuderci in casa per decenni".

Un suggerimento per una corretta alimentazione a basso impatto ambientale?

"La dieta mediterranea è la migliore, sia per quanto riguarda la salute che l’impatto ambientale. Intendo, però, la vera dieta mediterranea. Vuol dire che le zucchine a gennaio non si mangiano! Infatti, la base è frutta, verdura di stagione e cereali. Ossia, prodotti a ‘chilometro Italia’. Poi derivati animali. E soprattutto dolci una volta (massimo due) a settimana".

Un consiglio per una ricetta di stagione?

"Per esempio, adesso è il periodo delle melanzane. Quindi, suggerisco melanzane alla parmigiana".

Tessa Gelisio: 'Per il futuro sarà necessario essere più consapevoli delle nostre azioni'

Molte persone, durante questa fase dell’emergenza Coronavirus, hanno (ri)scoperto la passione per il giardinaggio o per la coltivazione dell’orto. Ci puoi dire qualche utile soluzione semplice da mettere in pratica?

"La cosa fondamentale è osservare le piante. Se una pianta sta male, te ne rendi conto in 24 ore. Quindi, così hai la possibilità di correggere le operazioni che hai fatto non correttamente".

Tu personalmente preferisci il giardinaggio o l’orto?

"Quello che prediligo fare è il giardinaggio, anche perché dove vivo non è possibile fare l’orto.

La mia pianta del cuore è l’aloe".

Guanti, mascherine, contenitori da asporto per cibi… Tra poco sorgerà il problema del loro corretto smaltimento?

"Oltre ai bicchierini per il caffè, ci sono anche tutte le vaschette di plastica per l’asporto. Sarà veramente una grande problematica. Cercherò assolutamente di capire come fare per ridurre l’utilizzo, perché la quantità di plastica che utilizzeremo nei prossimi mesi sarà veramente notevole. Inoltre, finché non si arriverà a un sistema corretto del riciclo della plastica, bisogna di conseguenza ridurne il consumo".

C’è un consiglio, oppure un pensiero ‘ecocentrico’ che vuoi dire in conclusione di questa intervista?

"Di pensare un po’ di più alle azioni che si fanno.

Quindi, di provare a essere maggiormente consapevoli di tutte le azioni che si compiono durante la giornata. Poiché, proprio queste azioni, sono quelle che vanno a determinare lo stato del Pianeta. Ossia, proprio lo stato ecologico che riguarda tutti gli esseri viventi, noi compresi. Infatti, determinando il presente, si determina di conseguenza il futuro".

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