Il 5 febbraio è la Giornata nazionale di prevenzione dello spreco alimentare, un'iniziativa che, ormai dal 2014, viene promossa in Italia dalla Campagna pubblica di sensibilizzazione Speco Zero.
Lo spreco alimentare avviene lungo tutta la catena
Lo spreco alimentare avviene lungo tutta la filiera, dalla produzione alla distribuzione, fino alle case e alle tavole di ciascuno. Nei cosiddetti "paesi in via di sviluppo", la causa principale è la mancanza di infrastrutture adeguate, mentre nei Paesi industrializzati il problema è legato alle abitudini dei consumatori.
In Italia si stima che vengano sprecati 65 kg di cibo a persona ogni anno, per un costo superiore a 10 miliardi di euro.
Il cibo sprecato rappresenta una perdita enorme di risorse naturali, come acqua, energia, suolo e fertilizzanti. Inoltre, contribuisce all’emissione di gas serra, aggravando il cambiamento climatico.
Non meno rilevante è l’impatto economico: viene sprecato del denaro che potrebbe essere destinato a scopi più utili, mentre milioni di persone vivono in condizioni di malnutrizione.
Come possiamo ridurre lo spreco?
Ognuno può fare la differenza con piccoli gesti quotidiani:
- Pianificare la spesa ed evitare acquisti impulsivi.
- Conservare correttamente gli alimenti, mettendo in evidenza quelli prossimi alla scadenza.
- Capire meglio il significato delle etichette: "Da consumarsi preferibilmente entro" non significa che il cibo sia scaduto, ma è un semplice suggerimento.
- Donare cibo inutilizzato a chi ne ha bisogno: in Italia, la Legge Gadda (n.166/2016) favorisce il recupero degli alimenti invenduti.
Dare nuova vita al cibo, il potere della creatività
Molti alimenti possono essere riutilizzati invece di essere buttati: il pane raffermo può diventare zuppe o polpette, le verdure avanzate possono trasformarsi in minestre.
La cucina anti-spreco è un'arte che possiamo imparare e applicare ogni giorno.
Oggi anche la tecnologia aiuta a ridurre lo spreco alimentare. Esistono app come Too Good To Go e Last Minute Market, che permettono di acquistare cibo invenduto a prezzi scontati. Le aziende possono usare l’intelligenza artificiale per ottimizzare le scorte e ridurre gli sprechi lungo la filiera. Insomma, ognuno può contribuire nella propria quotidianità a ridurre lo spreco alimentare e a creare un ambiente più sostenibile.