Il Veneto ha istituito una nuova task force regionale per affrontare la crisi idrica che interessa il territorio. La prima riunione del gruppo di lavoro si è svolta il 9 luglio 2026, su iniziativa dell’assessora all’ambiente, clima e protezione civile Elisa Venturini. L’obiettivo dichiarato è mettere attorno allo stesso tavolo le migliori competenze del Veneto per fornire risposte tempestive nell'immediato e una programmazione di lungo periodo, essenziale per la gestione delle risorse idriche.

Alla riunione hanno partecipato i Consorzi di Bonifica (Anbi Veneto), i gestori del servizio idrico (Viveracqua), le strutture tecniche regionali e docenti universitari.

L’assessora Venturini ha sottolineato che di fronte a una situazione complessa nessuno può pensare di avere da solo tutte le risposte. La Protezione Civile del Veneto sta completando una relazione per il Dipartimento nazionale sullo stato della crisi; il quadro meteorologico attuale non prevede precipitazioni significative a breve termine. I Consorzi di Bonifica hanno evidenziato la necessità di rafforzare il confronto con le Regioni poste a monte dei principali bacini idrografici, per valutare eventuali ulteriori rilasci d’acqua.

La grave siccità in Veneto: dati e stato di emergenza

Dall’inizio di luglio 2026, il Veneto è stato colpito da una grave siccità che ha portato la Regione a dichiarare lo stato di emergenza regionale il 2 luglio.

I dati disponibili indicano una carenza di 2,4 miliardi di metri cubi d’acqua rispetto al 2025. I principali fiumi veneti, tra cui Piave, Brenta e Po, registrano portate inferiori alle medie storiche di circa il 23%, mentre l’Adige presenta un deficit del 21%. Il lago di Garda mostra invece un livello in sensibile ascesa. Il deficit idrico registrato dallo scorso marzo è del –21%, peggiorato in aprile e maggio; al 31 maggio l’anno idrologico ha presentato un deficit del –28% rispetto all’anno precedente. Le riserve di neve si sono esaurite precocemente a causa delle elevate temperature di aprile e maggio, aggravando la crisi idrica.

Tecnologie avanzate per l'agricoltura e il monitoraggio idrico

Nel contesto della crisi idrica, la Regione Veneto sta valutando sia interventi immediati sia strategie di lungo periodo. Tra le questioni affrontate dalla task force, vi è anche il rafforzamento della collaborazione con le Regioni a monte dei bacini idrografici per la gestione dei rilasci d’acqua. Nel settore agricolo, in particolare nelle colline patrimonio Unesco, si stanno diffondendo tecnologie avanzate per l’irrigazione mirata. Queste includono sensori, foglie elettroniche, centraline meteo, piattaforme digitali per interpretare dati agronomici e climatici in tempo reale, droni con telecamere termiche e immagini satellitari.

Tali strumenti permettono di individuare zone dei vigneti assetate, spesso prima che i sintomi siano visibili. Questo consente interventi mirati, ottimizzando il consumo d’acqua e migliorando la qualità delle colture, fornendo una risposta concreta alle esigenze di un territorio sempre più esposto agli effetti della siccità e del cambiamento climatico.