La potente lobby delle assicurazioni è da tempo al lavoro per assestare un nuovo colpo alle tasche degli automobilisti. Oltre alle tariffe diversificate per aree geografiche, che discriminano inopinatamente i cittadini della stessa nazione per il solo fatto di risiedere in regioni diverse; oltre al sistematico annullamento del bonus, per i conducenti modello, puntualmente azzerato dai rincari delle tariffe dell'anno seguente; ora è in arrivo il ridimensionamento del rimborso previsto in caso di incidente senza colpa.

Alcune proposte di legge, infatti, prevedono - nel caso di un assicurato che rimanga coinvolto senza colpa in un incidente - il risarcimento del semplice danno commisurato al valore commerciale del mezzo, senz'altre spese accessorie benché sopportate dall'assicurato in conseguenza del sinistro.

In altri termini, dall'assegno del risarcimento - oltre alla somma in franchigia, se contemplata - le assicurazioni vorrebbero tagliare anche le spese di soccorso e traino, di fermo tecnico, di noleggio di mezzi sostitutivi, eventuali costi di demolizione eccetera.

La legge, se approvata - e, in questo senso, i lobbysti delle compagnie si sarebbero assicurati già l'adesione al progetto di numerosi parlamentari di tutti gli schieramenti politici - penalizzerebbe evidentemente soprattutto i possessori di utilitarie e auto vecchie, che non sono pochi in Italia.

Nel nostro Paese, infatti, si vendono ogni anno circa 3 milioni di auto usate, ovvero, circa la metà di quante se ne vendano in Germania o in Inghilterra e, in ogni caso, meno dei 5 milioni di veicoli usati che si vendono in Francia.

Paesi - è appena il caso di sottolineare - in cui il risarcimento del danno subito dall'automobilista incolpevole non prevede certo ulteriori limitazioni.

Ma, soprattutto, Paesi dove gli automobilisti non vengono sistematicamente tartassati: dalla benzina alla tassa di circolazione, al passaggio di proprietà, alla patente e via discorrendo. Giusto per avere un'idea: in Inghilterra, dove tutte queste tasse non esistono, il passaggio di proprietà costa l'equivalente di un francobollo, in Germania e Francia qualche decina di euro, in Italia invece il costo è di circa 250 euro.