Roma - Totti, un binomio che è destinato a durare ancora a lungo. Probabilmente per sempre. O almeno è quello che spera proprio il capitano in questi giorni. Da quando ha pronunciato la fatidica frase "ho vestito molte maglie della Roma, ma questa è l'ultima" le acque si sono smosse, come preventivato, e si è ricominciato a discutere del rinnovo. Un rinnovo meritato sul campo, visto che anche lo scorso anno il numero 10 è risultato il migliore della sua squadra, ma anche nei negozi visto che la sua maglia ed il suo volto sono la miglior arma di marketing della società.

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E allora perché non ha ancora rinnovato? Non bisogna mai dimenticare che, per quanto bravo sia, Totti ha sempre 37 anni. Alla sua età, e dopo tutti i suoi infortuni, un giocatore normale si è già ritirato.

Lui invece punta a giocare fino ai 40 anni. La sua richiesta è di un biennale, anche se le cifre non sono ancora note, ma soprattutto nel contratto ci dev'essere la clausola che gli garantisce un posto in società una volta che si è ritirato. Il tentativo è quello di evitare la fine di Del Piero che, dopo una vita passata in bianconero, è stato scaricato dalla società ed ora, visti i rapporti incrinati, rischia di non rientrarvi nemmeno dopo il ritiro.

La dirigenza americana non si oppone ad un rinnovo, ed in particolare vorrebbe che l'annuncio fosse dato quando la squadra è ancora negli Usa per poter puntare ancora di più su un ultimo colpo di coda di marketing prima di far cominciare il campionato. Non è però d'accordo sui tempi. L'offerta è di un rinnovo per un solo anno a 3,5 milioni di euro (attualmente ne guadagna circa 5,5), con un'opzione per il secondo.

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Il problema non sono di certo i soldi, ma il fatto che Totti non vorrebbe trovarsi nella situazione di voler ancora giocare, mentre la società decide di fare a meno di lui. Ad ogni modo proprio ieri ha smentito la possibilità di vestire qualsiasi altra maglia all'infuori di quella della Roma, e che probabilmente già venerdì verrà annunciato un accordo che sarà poi ratificato una volta rientrati in Italia.