Juventus - Inter non è mai un'amichevole, dicevano i protagonisti nei giorni scorsi. Ed invece quella andata in scena questa notte a Miami è apparsa molto più che un'amichevole: sembrava quasi una partita tra scapoli e ammogliati. Non è venuta fuori l'atavica rivalità tra le due squadre, e sarà per il caldo appiccicoso della Florida o per il carico sulle gambe dei calciatori, ma quella di ieri di certo non entrerà tra le partite più belle della storia.

I due allenatori hanno presentato formazioni abbastanza sorprendenti.

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Nella Juve manca Barzagli per un problema ad un tallone, sostituito da Caceres, ma la vera novità è Tevez prima punta con Llorente in panchina. Vucinic preferito a Giovinco. Nell'Inter invece la novità è il modulo ad una sola punta con Alvarez a fare da trequartista.

Queste scelte strategiche premiano Mazzarri.

Sì, perché gli attaccanti bianconeri sembrano lontani dalla condizione migliore e sbagliano tanto, apparendo poco lucidi. Uno dei migliori in campo sembra invece proprio Alvarez che assiste molto bene Palacio. Probabilmente, dopo essere stato provato da seconda punta, da esterno di centrocampo e poi da centrale, forse Mazzarri gli ha trovato la posizione ideale, quella di trequartista.

La partita ha poco da raccontare. La Juve tiene il pallino del gioco grazie ad un Pirlo che sembra già in forma per il campionato, ma i compagni non lo sostengono a dovere. E così a passare è l'Inter. Tiro di Guarin forte ma non impossibile, Buffon non trattiene e Alvarez da due passi ci mette la zampata per lo 0-1. La risposta della Juve arriva dal dischetto per un rigore molto generoso arrivato dopo un contatto Juan-Vucinic e trasformato da Vidal.

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L'unico sussulto della ripresa invece è una punizione di Pirlo che si stampa sul palo.

Si va dunque ai rigori, cominciati male per entrambe le squadre visto che Giovinco e Guarin si fanno parare il tiro. Segnano via via tutti gli altri fino al diciannovesimo penalty, quello di Isla, che regala la palla tra le braccia di Carrizo. E proprio Carrizo mantiene il pallone, lo porta sul dischetto e va a segnare il gol della vittoria. C'è poco da esultare però. Nella Guinness Champions Cup l'Inter arriva settima e la Juve ottava. Speriamo che il campionato sia diverso.