I tifosi giallorossi non erano più abituati a simili risultati, ma soprattutto alla posizione in classifica anche se in cuor loro non avevano mai smesso di sperare. Certo, però, non potevano immaginare che, dopo 7 giornate la loro squadra, per l'ennesima volta rifondata, guardasse tutti gli altri dall'alto. Un risultato storico per la società.

Prima in classifica e meritatamente, bisogna dirlo subito. Il nuovo allenatore Rudy Garcia, un po' snobbato e guardato con sufficienza da più come spesso accade da quelle parti e dalla stampa di elite dei giornali sportivi, ha saputo rifondare un ambiente scosso e demotivato.

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Dopo le partenze eccellenti di Osvaldo, Marquinhos ma soprattutto del 'coco' Lamela, in molti non avrebbero puntato un nichelino su questa squadra, distrutta nell'anima dopo la cocente sconfitta nella finale di Coppa Italia di maggio contro la Lazio.

Ed invece contro ogni aspettativa la Roma domina il campionato, strapazza i suoi avversari in casa e fuori e soprattutto non fa sconti a nessuno, mostrando un bellissimo gioco e gareggiando con le grandi d'Europa in termini di statistiche di goal fatti e presi.

L'ultima a cedere in ordine di tempo è stata una buona Inter, che nulla ha potuto davanti al cinismo, alla concretezza ed organizzazione di gioco dei ragazzi di Garcia. 3 a zero. Alla vigilia dell'attesa sfida con l'Inter, il loro allenatore Mazzarri con spavalderia diceva di non temere nessuno tanto meno questa Roma.Sabato sera magari avrebbe detto cose diverse se avesse immaginato il risultato. Naturalmente ha difeso la sua squadra, come è giusto che sia ed addotto ad alibi la sfortuna. Ma si sa, che i grandi allenatori e le grandi imprese sono sempre baciate dalla sorte e senza di quella nel calcio, così come nella vita, non si va da nessuna parte.

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A reggere il passo della capolista rimangono il Napoli e la Juventus, mentre le altre cedono, come il Milan o rallentano, come la Fiorentina.

Sta di fatto che ora non si fa altro che elogiare la Roma ed il suo nuovo tecnico, ma sempre con quel scetticismo proprio di chi conosce l'ambiente, ritenendo impossibile che la squadra possa mantenere questo passo a lungo e che prima o poi dovrà fermarsi, perché non all'altezza, almeno sulla carta, delle più blasonate.

Il prossimo turno, dopo la pausa della nazionale, si apre con un big match, Roma-Napoli, anticipato a venerdì 18 ottobre, ma non sarà quella la partita decisiva che determinerà la bontà o meno di questa squadra. Non saranno nemmeno gli scontri diretti con la Juve o altri.

I conti si faranno solo alla fine e solo quelli conteranno davvero.

La bravura del tecnico francese dovrà essere quella di mantenere i ragazzi concentrati e di non lasciarli cadere nei facili entusiasmi, così come nella più cupa delusione qualora qualcosa andasse storto.

Ma intanto nulla vieta ai suoi sostenitori di godersi questo momento.

L'unica certezza, infatti, per i suoi tifosi è l'aver ritrovato una squadra, una vera, che sa soffrire nei momenti duri, divertirsi e far divertire in altri, ma soprattutto che ha ridato entusiasmo e speranza ad un ambiente troppo volte umiliato negli ultimi anni.