Non è la serata giusta per perdere. Inter contro Roma, ovvero una sfida che appassionò gli amanti della Serie A negli anni post-calciopoli, il duo Mourinho-Mancini che mantenne a distanza le ambizioni dei giallorossi spallettiani votati al bel calcio. Tutto è cambiato da allora.

In testa, dopo sei partite c'è proprio la formazione del sorprendente (ed esordiente) Rudi Garcia, filosofia audace ma non troppo, un mix tra lo spettacolo zemaniano e la praticità alla Capello.

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Tanta roba i numeri di Totti & co.: diciassette gol fatti, uno solo subito, roba da far invidia all'Europa.

Dall'altra parte c'è l'orgogliosa Inter ridisegnata in chiave solida da Mazzarri, uno che a Napoli, senza grossi organici, ha saputo guidare costantemente l'ascesa partenopea verso la Champions, ed è ora chiamato ad un'impresa altrettanto valida, rilanciare i nerazzurri nel calcio che conta, tra rabbia per il recente passato e una buona dose di rinnovato entusiasmo.

Sul fronte formazioni ci arriva meglio la Roma: eccezion fatta per gli infortunati Maicon e Bradley, Garcia ha quasi tutto l'organico a disposizione. Gervinho è favorito per una maglia da titolare al fianco di Totti e Florenzi; il centrocampo e la difesa sono confermati, con Torosidis titolare sulla corsia destra.

Per Mazzarri i problemi arrivano proprio dalla retroguardia: Campagnaro e Jonathan non hanno recuperato in tempo, toccherà al rientrante Pereira e al redivivo Rolando arricchire un reparto che ha regalato, fin qui, buone garanzie. Il resto lo faranno le ragioni di classifica per tre punti che aprirebbero nuove strade inesplorate. Juve e Napoli, in primis, tenderanno l'orecchio alle vicende del sabato sera di San Siro, dove sono attesi gol e spettacolo.