Dopo la conclusione della dodicesima giornata del girone di andata, la sosta per le Nazionali sembra essere diventata propizia per le società della Serie A 2013-2014 al fine di rivedere il progetto tecnico.



Delio Rossi, infatti, non è più l'allenatore della Sampdoria, così come Sannino è saltato al ChievoVerona. E' tornato Corini che si porta a casa quello che voleva, un contratto biennale. In un calcio di Serie A diventato molto povero dal punto di vista tecnico, gli allenatori pagano per tutti, anche per quelle società che parlano di grandi acquisti quando invece si sono mosse palesemente al risparmio.

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E così, probabilmente anche nelle prossime giornate, continuerà il tira e molla sulla posizione a rischio di questo o di quell'altro allenatore. Uno di questi, un 'precario' di lusso, è Massimiliano Allegri messo in discussione dopo i risultati deludenti fin qui ottenuti.

Pure Petkovic, il mister che ha vinto la Coppa Italia battendo la Roma solo pochi mesi fa, è sui carboni ardenti.



Un dato comunque è certo: salvo l'eccezione che conferma la regola, le società di Serie A non possono aspettarsi le dimissioni di quegli allenatori che non sono più graditi. Nessuno di questi tempi è disposto a rinunciare allo stipendio, ed  a gesti di estrema eleganza. Ed allora, se il Milan non vorrà più Allegri dovrà tenersi due mister a libro paga oppure concordare una lauta buonuscita, e lo stesso vale per le altre società.



Molte società, invece, non hanno fortunatamente di questi problemi: la Juventus con Conte, la Roma con Garcia, il Napoli con Benitez. Tra gli intoccabili anche Mandorlini che guida l'Hellas Verona, Colantuono all'Atalanta, Montella alla Fiorentina. Idem per Mazzarri all'Inter, mentre Di Francesco al Sassuolo e soprattutto Pioli al Bologna restano sorvegliati speciali vista l'attuale situazione di classifica dopo dodici turni.

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