La rivoluzione in casa-Milan è cominciata. E le anticipazioni, aggiornate al 10 novembre 2013, parlano di una rivoluzione in grande stile, che porta la firma di Barbara Berlusconi, figlia del presidente Silvio Berlusconi, e candidata a diventare numero uno del club rossonero non appena il padre deciderà quando abdicare dopo anni di regno assoluto.

La nuova linea della società rossonera, che nel frattempo ha lasciato la sede storica di Via Filippo Turati a Milano, per trasferirsi in quella nuova di Milano Fiere, è stata tirata nel vertice di sabato 9 novembre 2013 tra il presidente Silvio Berlusconi e l'amministratore delegato Adriano Galliani che, stando alle indiscrezioni trapelate, uscirà dalla scena rossonera dopo anni di dirigenza ad alti livelli ed una bacheca stracolma di titoli, fra scudetti e Coppe di ogni genere, Champions su tutte.

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La rivoluzione, quindi, partirà dall'alto, e scenderà man mano di livello, dalla viceprisidenza, alla panchina, sino al ruolo di direttore sportivo, al quale spetterà il compito, dopo le consultazioni con la proprietà, di portare a Milano i migliori top player.

A ricoprire il ruolo di vicepresidente verrà chiamato Paolo Maldini, il quale, già interpellato nei mesi scorsi, ha detto di volere carta bianca per quelle che saranno soprattutto le operazioni di mercato. Per la panchina, e siamo già alla prossima stagione, il nome più accreditato è quello di Clarence Seedorf, un passato in rossonero e tenuto in grande considerazione da Barbara Berlusconi. Ai vertici della nuova dirigenza ci dovrebbe essere anche Demetrio Albertini, altra bandiera del Milan ed attuale numero due della Federcalcio. Per il ruolo di direttore sportivo, resta sempre in pole position quello di Pradé, anche se la concorrenza è agguerrita.

La rivoluzione, quindi, partirà con la prossima stagione, salvo necessità urgenti, come quella di dover affidare la guida tecnica della squadra ad un altro allenatore a stagione in corso.

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Il futuro di Massimiliano Allegri, che continua a non convincere e soprattutto a non vincere né in campionato né in Champions, è appeso ad un filo. In caso di esonero, ipotesi non del tutto remota ma più volte ventilata, potrebbe essere chiamato Pippo Inzaghi, attuale allenatore della formazione Primavera e al quale verrebbe così affidato il compito non certo facile di traghettare la squadra sino alla fine del torneo, con l'unico obiettivo richiesto, quello di centrare almeno l'ingresso in Champions per la prossima stagione europea.