Che dire, era destino che la Juventus dovesse accantonare i sogni di Uefa Champions League già nella fase a gironi. Le modalità con le quali si è concretizzata l'inattesa e dolorosa esclusione hanno tutte le stigmate di un destino avverso e impietoso, che vuole i bianconeri grandi e vincenti entro i confini nazionali, ma piccoli e mai assistiti dalla dea bendata nelle competizioni internazionali, europee in particolare.

Pugnalata a pochi minuti dalla fine del match con il Galatasaray, dopo una partita agonisticamente tranquilla e con pochi rischi.

Una partita interrotta e rinviata il giorno precedente, per le condizioni impraticabili del campo di gioco e ripresa oggi pomeriggio in condizioni altrettanto critiche.

Il benestare della Uefa alla dispute del match è pervenuto solamente due ore prima del previsto fischio d'inizio, dopo una mattinata di improvvise e abbondanti nevicate. Si è giocato su di un campo a dir poco anomalo, per metà fango e per metà ricoperto di neve gelata, sul quale giocare a calcio pareva pura fantascienza. Purtroppo in tali condizioni, quando il traguardo del passaggio del turno sembrava ormai acquisito, si è materializzata la beffa, la durissima stangata della prematura eliminazione.

Abbandonare così presto il palcoscenico di una prestigiosa competizione internazionale quale è la Champions League, per una compagine ambiziosa come l'attuale Juventus, fa male, malissimo, è una doccia gelata dalla quale sarà problematico riprendersi in fretta.

Se proprio era destino che l'avventura dovesse finire in maniera ingloriosa, poteva anche essere meno beffardo e impietoso, quel destino che vuole i bianconeri inarrivabili in Italia, ma fragili e fallibili in campo europeo.

Non rimane che sperare che la pesante delusione venga assimilata presto e si trasformi in spirito di rivalsa nel Campionato Italiano e in Europa League, la cui finale si terrà proprio allo Stadio Olimpico di Torino.