‘Il primo giorno dopo che ho lasciato la Juve mi sono sentito strano, anzi, stranito. Un mio eventuale ritorno non è assolutamente precluso; nella mia vita non ho mai chiuso le porte a nulla e a nessuno, figuriamoci se le chiudo a un eventuale ritorno alla Juve’: così si è espresso ieri Alessandro Del Piero, parole che suonano come musica per le orecchie di milioni di tifosi che saluterebbero con entusiasmo e perché no, un pizzico di commozione, il ritorno del giocatore che più di ogni altro ha segnato la storia della Juventus.

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Miglior marcatore di sempre
, mai una parola fuori posto, una Serie B giocata da campione del mondo in carica, le panchine indigeste che ha gli ha riservato Capello e infine le lacrime del match d’addio contro l’Atalanta: impossibile immortalare in una sola istantanea tutti i motivi per i quali 15,16 milioni di tifosi juventini riabbraccerebbero l’indimenticato capitano come il tempo non fosse mai passato da quel maggio del 2012, quando Alessandro Del Piero giocò l’ultima partita con indosso il suo numero 10.

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Una vita passata a dimostrare qualcosa anche se il campo aveva già detto tutto migliaia di volte, eppure la grinta non è mai mancata al fuoriclasse di San Vendemiano, un comune di 10.000 abitanti situato nel trevisano.



Un talento cristallino che la ha portato anche sul tetto del mondo con la sua Nazionale, dopo anni in cui i detrattori non hanno fatto che evidenziare come Del Piero avesse sempre mancato gli appuntamenti importanti con la maglia azzurra.

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Juventus, clamoroso Del Piero: ‘Un mio ritorno in bianconero non è assolutamente precluso’ - Ruolo alla Nedved o alla Zidane?

L’addio è stato polemico, con un contratto non rinnovato che ancora grida vendetta e una carriera proseguita lontana dall’Europa (Del Piero disse no a Liverpool e Celtic di Glasgow) e dall’Italia ed approdata dall’altra parte del mondo, in Australia, per soddisfare la voglia di continuare a giocare e rispettare l’amore di chi in 20 anni di Juve non ha mai smesso di amarlo.



Ma quale sarebbe la figura che ricoprirebbe Del Piero nella sua seconda vita in bianconero? Due le opzioni, o un ruolo dirigenziale, alla Nedved per intendersi, o un compito più tecnico e legato al campo, magari come fatto da Zidane (altro indimenticato campione juventino) che adesso è il secondo al Real Madrid di Ancelotti. La Juventus non si è ancora pronunciata, ma nessuno ha chiuso le porte a ‘Pinturicchio’: miglior marcatore di sempre con 290 reti totali, record di presenze ufficiali (705), un goal che porta il suo nome, i numeri parlano per lui. Il tutto condito da un comportamento sempre esemplare.



Troppo scontato citare la celebre frase di Venditti - ‘Certi amori non finiscono fanno dei giri immensi e poi ritornano’ -, e allora vogliamo chiudere ricordando uno degli episodi più significativi della carriera di Del Piero: Alex riceve uno schiaffo da Leandro Cufrè nel corso di un Roma-Juventus giocato all’Olimpico di Roma, Del Piero lo guarda, non reagisce, applaude e dice: ‘Bravo, hai fatto bene’. Che dire di più.







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