Clarence Seedorf alle 15:15 di giovedì 16 gennaio 2014 ha dato il via alla sua prima seduta da allenatore del Milan. Il trentasettenne olandese, nato in Suriname, ha firmato un contratto che lo legherà alla società fino a giugno 2016.


Era andato via da giocatore a luglio del 2012, ci ritorna da allenatore a gennaio 2014. Il neo mister ha vestito la maglia rossonera dal 2002 al 2012, collezionato 432 presenze coronate da 62 reti e con i rossoneri ha vinto due Champions League, una Coppa del mondo per club, due Supercoppa UEFA, due Campionati, una Coppa Italia e due Supercoppa Italiana. È l'unico calciatore ad aver vinto la Champions League con tre squadre diverse: Ajax, Real Madrid e Milan, per un totale di quattro edizioni vinte. 


Finiti i festeggiamenti, l'olandese si ritrova in mano una squadra che occupa l'11° posto in classifica con 22 punti, a +6 dal terz'ultimo posto occupato dal Bologna con 16 punti; che ha vinto cinque partite, pareggiate sette e perse addirittura sette. Non c'è da stare sereni se si guardano le reti subite che sono trenta, una in meno di quelle realizzate.


Non essendoci alternativa in porta, il titolare dovrebbe rimanere Abbiati, per quanto riguarda la difesa confermato De Sciglio a sinistra e, quando tornerà disponibile, Abate a destra. Uno dei due centrali di difesa dovrebbe essere Rami con al proprio fianco uno fra Bonera, Zapata, Mexes e Silvestre ma non è una scelta facile considerate le ultime apparizioni in campionato.


Per l'attacco Balotelli è inamovibile sperando che, con la sua esperienza, il mister riesca a farlo ragionare e poi c'è Pazzini, rientrante da una operazione al ginocchio, tornato al gol in Coppa Italia. Dietro le punte azionerà Kakà, tornato a livelli che lo competono ma non sempre con costanza.


A centrocampo dovrebbere esserci la conferma del 18enne Cristante, andato in gol contro l'Atalanta. Seedorf, però, troverà moltissimi giocatori mediocri o fuori forma: Montolivo non ha mai inciso sulle partite, Muntari nonostante le quattro reti realizzate non ha mai convinto, Honda è la copia di Kakà, Poli è alternante, Robinho non è affidabile. Insomma, Seedorf si ritrova un centrocampo da ricaricare psicologicamente, come tutto il resto della squadra.
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