Berlusconi e il Milan: più di un quarto di secolo di vittorie e trofei che hanno scritto la storia del calcio - soprattutto internazionale - in un futuro non troppo lontano potrebbero separarsi. Sono sempre più insistenti le voci che giungono dagli Stati Uniti, secondo cui, la banca francese Lazard, starebbe inviando informazioni sul club rossonero a diversi potenziali acquirenti.

Da Fininvest, l'azienda che gestisce il Milan, è arrivata una pronta e secca smentita: "Tornano a circolare illazioni su una eventuale vendita del Milan. La Fininvest ribadisce ancora una volta che si tratta di ipotesi totalmente prive di fondamento". Una smentita quantomai doverosa da parte della holding milanese, ma mai come in quest'occasione, la fonte sembra piuttosto attendibile, arrivando da Bloomberg, importante agenzia economica.

Non bisogna trascurare il fatto che, la banca chiamata in causa, Lazard, è piuttosto esperta per quel che riguarda le cessioni delle società di calcio. Per citarne una, lo scorso anno, la banca d'affari francese - che ha sede negli Usa - ha rappresentato Massimo Moratti nella trattativa che ha portato alla cessione del 70% del pacchetto di maggioranza dell'Inter al magnate indonesiano Erick Thohir. Dunque, siamo di fronte ad una banca che ha già una certa esperienza in materia, non un nome buttato lì a caso.

Il valore del Milan è alquanto noto, se pensiamo che Forbes, nell'aprile dello scorso anno, ha valutato il club di Berlusconi 945 milioni di dollari, equivalenti a circa 688 milioni di euro. La squadra rossonera è, così il sesto club di maggior valore nel mondo. Un valore che si è accresciuto proprio con la gestione Berlusconi, che ha portato il Milan a primeggiare per molti anni non solo in Italia, ma soprattutto in Europa, vincendo tutto quel che c'era da vincere, tra Champions League e Mondiali per club.

Poi il leggero declino dovuto ad altre problematiche del Cavaliere che esulano dal mondo del calcio, e anche per il rispetto del Fair Play Finanziario che ha costretto il club a ridurre le spese. Se consideriamo che gli ultimi grandi introiti del Milan sono derivati dall'assidua partecipazione alla Champions League e - classifica alla mano - siccome quasi sicuramente nella prossima stagione la squadra di Seedorf non prenderà parte alla massima competizione europea per club, non è da escludere che Berlusconi, per rilanciare uno dei grandi amori della sua vita, possa decidere di passare la mano. Dunque, dopo americani e indonesiani, prepariamoci ad accogliere qualche altro magnate straniero alla guida di un club italiano. Probabilmente, i prossimi derby di Milano, saranno dal sapore esotico.

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