Nella gara che era il remake della finale mondiale 2010, finisce nel modo che non ti aspetti.

L' Olanda, guidata da Van Gaal, prossimo allenatore del Manchester United, batte per 5-1 la Spagna campione del mondo.

Un' umiliazione, le furie rosse, cadono sotto i gol degli orange, dopo essersi portati in vantaggio con un rigore messo a segno da Xabi Alonso, per fallo, discutibile, su Diego Costa.

Dopo e' solo valanga orange, pareggia Van Persie con un gol di testa in tuffo, vantaggio siglato da Arjen Robben, dopo uno stop splendido con aggancio volante.

Il 3 a 1 e' di De Vrij, il 4 e 5 gol sono ancora opera di Robin Van Persie e Robben, veri e propri mattatori della gara.

Van Persie diventa il primo olandese, ad aver segnato in tre edizioni dei mondiali, oltre ad essere il goleador principe della nazionale orange.

La Spagna ? Assente ingiustificato, troppo brutta per essere vera.

La nazionale guidata da Vincent Del Bosque e' risultata troppo lenta, il gioco farraginoso e con una difesa, a tratti imbarazzante.

Attacco asfittico e centrocampo privo di idee, e con un gioco troppo orizzontale.

Le stelle spagnole non hanno mai brillato, nell'arco dei novanta minuti, sovrastate dallo tsunami orange, rapido e violento.

Dopo il triplice fischio, la differenza si poteva leggere nel volto dei tifosi, olandesi festanti e felici, spagnoli in una depressione profonda, quasi increduli.

A fine partita, significante la scena che ha visto, l'allenatore spagnolo Del Bosque consolare uno per uno i suoi giocatori, vittime di una batosta, assolutamente inaspettata.

Ora gli iberici saranno condannati a battere il Cile, nel secondo appuntamento mondiale, che sa già di spareggio da dentro o fuori.

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