Ormai ci siamo. Mancano poco più di 24 ore all'inizio dei Mondali 2014 in Brasile. La febbre è già alta da mesi, tra mille polemiche interne extracalcistiche legate agli investimenti statali per la preparazione dell'evento, trascurando la reale condizione di povertà di gran parte delle popolazione locale, col rischio di disordini pubblici fuori dagli stadi. Ma intanto gli occhi di una nazione e del mondo intero sono puntati al di dentro degli stadi, precisamente, per ora, in quello di San Paolo, dove domani, ore 22 italiane, prenderà il via la competizione con la partita inaugurale tra i padroni di casa del Brasile e i primi sfidanti del girone, e forse i più insidiosi, la Croazia.

Il girone A, tutt'altro che semplice, comprende anche il Messico e il Camerun che invece si sfideranno il giorno dopo (18 italiane). Ma andiamo ad analizzare le sfidanti di domani.

Brasile - Padroni di casa che arrivano alla competizione iridata da strafavoriti, un po', proprio perchè giocano in casa, con centinaia di milioni di tifosi a spingere la squadra in ogni città, ma soprattutto perchè, con la Germania e la Spagna, sembrano la squadra meglio attrezzata, equilibrata e assortita del torneo. Ma, soprattutto, obbligati a vincere. La posta in gioco è troppo alta e un fallimento in casa, alzerebbe un polverone storico, soprattutto guardando la rosa a disposizione. Le vicissitudini per la guida della squadra, evidenziano quanto la Federazione e il Brasile tutto ci tengano alla vittoria.

Mano Menezes, quello che doveva essere il nuovo profeta in patria, è stato sollevato dall'incarico in corsa per lasciar posto non ad uno, ma a due allenatori, tra l'altro già campioni del mondo come Felipe Scolari e Alberto Parreira, iridati rispettivamente nel 2002 e nel '94. Scolari ha voluto scoprire le carte in tavola dal primo momento, lavorando praticamente sugli stessi elementi dalla Confederations scorsa, chiudendo la lista dei 23 subito, prima di tutte le altre Nazionali, per lasciare tranquilli i giocatori che lavorano da anni sotto una pressione a volte insostenibile proprio per questo evento storico, ma, in particolare, per chiudere in anticipo qualsiasi eventuale polemica e polverone, dei giornali, sulle convocazioni.

Il Brasile si presenterà domani con una striscia di vittorie consecutive, salita a 9 venerdì contro la Serbia, seppure tutte in amichevoli. L'undici titolare è già definito, come si è potuto ben capire nelle ultime due amichevoli contro Panama e Serbia, con Julio Cesar tra i pali, i due centrali davanti lui saranno Thiago Silva e David Luiz, con ai lati Dani Alves e Marcelo; i due mediani nel 4-2-3-1 saranno Paulinho e Luiz Gustavo; ad accompagnare la punta Fred, Hulk, Oscar e Neymar, col Blues un po' in affanno e insidiato da Willian.

Croazia - Per la Crozia il discorso è inverso, invece. I biancorossi arrivano in Brasile senza troppe pretese, ma pur sempre possibile outsider con altre Nazionali come la Colombia, il Belgio, la Francia, non certamente favorite. Il punto forte della Croazia, sempre fucina di giovani talenti, è la qualità, con Modric e Rakitic, Campioni d'Europa rispettivamente con Real e Siviglia, in mezzo al campo, anche loro nel 4-2-3-1, a manovrare per Kovacic, Olic e Perisic più avanzati a supporto di Mandzukic. Difesa bloccata col solo Srna con licenza di offendere, con Corluka, Lovren e Pranjic a coprire, davanti a Pletikosa. Occhi puntati sul talentino dell'Inter.

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