Nonostante gli sforzi del Governo brasiliano di coprire i grandi ritardi e la distruzione di intere favelas, senza trovare una adeguata sistemazione per la povera gente sfollata, il bubbone di questi Mondiali inizia a mostrare la sua faccia peggiore.

Al momento risultano infatti già cinque feriti, tra cui alcuni giornalisti, per i disordini che si sono creati tra polizia e manifestanti che tentavano di bloccare le strade di accesso alla Arena Corinthians dove è stato allestito il palco per l'apertura dei Mondiali di Calcio 2014.

Sembra però che il numero dei feriti sia destinato a salire, poiché la polizia militare brasiliana, chiamata a costruire un cordone per impedire l'accesso alla zona ai manifestanti, abbia usato gas lacrimogeni, proiettili di gomma e le micidiali "bombe d'effetto morale", simili alle granate ma che producono solo una esplosione rumorosa molto forte, un grande lampo e nuvole di talco miste a gas lacrimogeno, lbombe e cui schegge pare abbiano però prodotto il maggior numero di ferimenti.

La tensione si è accumulata già nei mesi scorsi fino ad oggi, in particolare per denunciare come l'investimento di quasi 10 miliardi di Euro, circa 26 miliardi di real brasiliani, siano stati eccessivi per un Paese che ha grandi problemi in settori quali quelli sanitari, dell'istruzione, dei trasporti e della sicurezza pubblica.

Diversi blocchi sociali hanno dichiarato di voler boicottare questi Mondiali, come hanno dimostrato gli scioperi dei lavoratori della Metropolitana nei giorni precedenti, che hanno anche minacciato di riprenderli nei prossimi giorni insieme a quelli del sistema aeroportuale di San Paolo

Metropolitana che è stata infatti chiusa durante i disordini odierni, insieme a diversi centri commerciali della zona.

Scontri si sono verificati anche a Rio de Janeiro, dove migliaia di Black Bloc hanno bruciato la bandiera brasiliana e mostrato cartelli di protesta contro la Coppa del Mondo.

Le proteste sono continuate parzialmente anche nello Stadio, dove è stato fischiato il Presidente Dilma e la situazione di tensione sembra essere stata scongiurata solo dalla grande passione per il calcio del popolo brasiliano, insieme alla sua propensione a socializzare con gli stranieri di tutto l mondo.

E' da annotare però che dei 12 stadi previsti solo due hanno visto i lavori finiti nei termini imposti dalla FIFA e che i grandi ritardi nei lavori infrastrutturali hanno poi imposto la chiusura di numerosi cantieri, con l'abbandono di numerosi progetti avviati.

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