In queste ultime ore il Cile fa parlare di sè in tutto il mondo, e non solo per la vittoria contro i campioni del mondo in carica, ma anche per i disordini e i danni provocati dai tifosi della nazionale guidata da Sampaoli durante i Mondiali 2014 in Brasile.

Circa duecento tifosi con indosso la maglia rossa della nazionale cilena, senza biglietto, sono riusciti a superare i controlli della sicurezza e ad irrompere con la forza nella zona riservata ai giornalisti dello stadio Maracanà di Rio de Janeiro per tentare di accedere alla platea e assistere alla partita contro la Spagna.

E' successo ieri, circa un'ora prima dell'inizio della partita che porterà all'eliminazione della Spagna dalla Coppa del Mondo: l'invasione in massa dei tifosi ha seminato il panico tra i giornalisti di diverse nazionalità presenti nella sala stampa, che però non riferiscono aggressioni nè ferite, ma solo danni materiali.

La maggior parte dei tifosi si sono arresi senza porre resistenza e sono stati trattenuti dalla sicurezza della FIFA nella sala stampa senza possibili vie di fuga verso gli spalti; altri, invece, sono stati arrestati e condotti al commissariato di polizia presente nello stadio e altri ancora ai commissariati dei paesi vicini, visto l'elevato numero di detenuti.

La Polizia Federale Brasiliana, in un comunicato, rende noto che agli 85 tifosi stranieri che invasero la sala stampa del Maracanà verrà notificato di abbandonare il paese entro massimo 72 ore e che, nel caso in cui non rispettassero questa decisione, saranno deportati.

Migliaia di cileni hanno guidato per migliaia di chilometri per arrivare a Rio de Janeiro per sostenere la loro squadra, ma i biglietti non si trovavano e venivano venduti illegalmente per oltre mille dollari, si giustificano così i tifosi transandini.

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