Sulle frasi di Carlo Tavecchio, candidato alla guida della Federazione Italiana Gioco Calcio, non poteva mancare l'intervento della FIFA, la Federazione Internazionale guidata da Joseph Blatter, che da anni ha fatto della lotta al razzismo sui campi di calcio la sua bandiera. La richiesta è contenuta in una lettera inviata dalla Federazione Internazionale alla FIGC nella quale, oltre a ricordare la risoluzione che il Congresso della FIFA ha approvato nel 2013 sulla lotta contro il razzismo e che le Federazioni associate hanno l'obbligo di mettere in campo ogni sforzo per eliminare razzismo e discriminazione nel calcio, chiede alla FIGC di aprire un'indagine, decidere e riferire al massimo organismo calcistico internazionale.

La lettera contiene inoltre un preciso richiamo ai dirigenti calcistici cui "spetta un ruolo di modelli nella lotta al razzismo". La lettera suona come una vera e propria condanna ed ha riscosso l'immediato plauso da parte dell'Unione Europea, intervenuta con una nota di Dennis Abbott, portavoce della Commissione Ue per sport, cultura, istruzione e politiche giovanili che, nell'approvare l'intervento della FIFA, ha ricordato che uno dei valori contenuti nella Carta dei diritti fondamentali dell'Unione Europea è proprio la lotta ad ogni tipo di discriminazione.

Il dibattito in Italia

Mentre in ambito internazionale le reazioni alle frasi pronunciate da Tavecchio sono di unanime condanna, in Italia sembra molto difficile scalfire il plebiscito con cui l'attuale presidente della Lega Dilettanti è stato proposto, con le sole eccezioni di Juventus e Roma, alla maggiore carica della Federazione Italiana. La frase incriminata, lo ricordiamo, è stata pronunciata durante il suo discorso d'investitura quando, per criticare l'eccessivo utilizzo di giocatori stranieri nel campionato italiano, identificata come la principale causa del fallimento azzurro ai mondiali brasiliani, non ha trovato di meglio che additarli come mangiatori di banane.

Nonostante gli appelli a ritirare la candidatura, proveniente non solo dagli addetti ai lavori come giocatori e allenatori, ma anche dalla parte politica, il confermato sostegno delle società calcistiche, da cui si sono dissociate solo Fiorentina, Sampdoria e Cesena, ha incoraggiato Carlo Tavecchio a ribadire la sua intenzione di andare avanti. Rimane da vedere come la FIGC riuscirà a dribblare la lettera della FIFA, alla quale ha anticipato di voler rispondere entro il 31 luglio, che ha oltremodo evidenziato l'imbarazzato e imbarazzante silenzio del CONI; un "silenzio assenso" che è un assist per quanti pensano che sia tutto lo sport italiano, non solo il calcio, ad aver bisogno di una radicale cambiamento.

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