Nelle prossime settimane, potrebbe arrivare l'inesorabile decisione dell'Uefa sul caso Tavecchio e la gaffe razzista da lui pronunciata. Il presidente della Federcalcio sembra tranquillo, ha infatti dichiarato: 'Non ci sarà alcuna ripercussione sulla mia operatività e in ogni caso c'è il vicario che può fare funzioni'. Il 'tribunale' del calcio europeo aveva messo in moto un'indagine in merito ad una frase poco felice pronunciata da Tavecchio all'inizio del suo mandato da presidente ' L'Inghilterra individua dei soggetti che entrano se hanno professionalità, per farli giocare, noi invece abbiamo -Opti Pogba - che è venuto qua che prima mangiava le banane e adesso gioca titolare nella Lazio e va bene così. In Inghilterra deve prima mostrare il suo curriculum ed il suo pedigree'.

Questa frase scatenò un vero e proprio putiferio nell'ambiente calcistico nazionale ed internazionale, alla quale seguirono le scuse del presidente della Federcalcio Italiana, che però non sono servite a mettere la classica toppa allo squarcio creato. Ora Tavecchio rischia almeno da due mesi di multa a un anno, con divieto assoluto di entrare negli stadi europei, una sanzione che peserebbe come un macigno sul calcio italiano, ma non avrebbe risvolti negativi sull'operatività del titolare federale, l'imbarazzo generale però sarebbe inevitabile, in quanto la sua figura dovrebbe essere quella che promuove l'anti razzismo e non quella che lo incita.

Il 26 settembre prossimo ci sarà l'ultima riunione del consiglio disciplinare dell'Uefa nel quale verrà decisa la sanzione da adottare, che però verrà comunicata solo qualche giorno dopo.

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In caso di condanna, si presuppone la possibilità di un commissariamento temporaneo della presidenza da parte del Coni. Qualche giorno fa si è svolto a Roma un convegno sul razzismo al quale (forse per imbarazzo), Tavecchio non ha preso parte e non parteciperà neanche alla cerimonia per decidere le sedi delle finali di Champions League per il 2016 e il 2020. La sua 'latitanza' a questi appuntamenti è inevitabile perché la situazione imbarazzante non permette al titolare della Federcalcio una sua tranquilla presenza a questi eventi.