Alle 20.45 scende in campo l'Italia contro la Norvegia, ma l'attenzione degli addetti ai lavori sembra essersi spostata tutta sulla figura di Antonio Conte: il c.t. prima della sfida, rispondendo alle domande dei giornalisti, ha parlato di tutti i temi più caldi del momento, dalla vicenda-Lotito che tanto ha fatto discutere, all'aspetto tattico della sua Nazionale futura. In questi giorni si è parlato (e chiacchierato) molto della presenza di Lotito al seguito della Nazionale e in particolare il web, ironizzando sulla figura del Presidente biancoceleste, ha contribuito in maniera consistente ad accendere una polemica che ha fatto il giro del mondo, non solo dell'Italia: anche Antonio Conte in prima persona deve (e dalle sue parole traspare) aver chiesto a chi di dovere spiegazioni, perché la sua risposta "Mi è stato detto che è suo pieno diritto seguire la Nazionale" lo fa intuire, ma continuando " Lotito non si permetterebbe mai di entrare nello spogliatoio, comunque comando io" ha, a scanso di equivoci, ristabilito le distanze.

Archiviata la questione, il c.t. azzurro è tornato a parlare di questioni di campo, soffermandosi in particolare sull'aspetto tattico del centrocampo e quindi della convivenza di Pirlo, De Rossi e Verratti: "Chiaramente uno dei i tre è di troppo, De Rossi resta fondamentale perché le sue caratteristiche gli permettono, in caso di necessità, di arretrare sulla linea difensiva"; logico a questo punto pensare che il ballottaggio futuro sarà tra Pirlo e Verratti, e di sicuro qualcuno rimarrà scontento.

Il passaggio di consegne- Anche se ha accettato di tornare a vestire l'azzurro, non si può pensare che Pirlo possa giocare anche i prossimi Mondiali: il passaggio di testimone è, dunque, obbligatorio. Conte lo sa bene, così come Pirlo stesso, ma sa anche che la presenza del playmaker bresciano può rivelarsi fondamentale per inserire Verratti negli schemi del tecnico salentino (e quindi nel 3-5-2): infatti, nonostante Verratti sia diventato titolare inamovibile del Psg e la sua esperienza a livello europeo sia decisamente superiore a quella della maggior parte dei suoi coetanei, il modo di giocare di Pirlo è, per ora, distante da quello del classe '92.

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