Antonio Conte fa 4 su 4: con quella di ieri sera a Malta (0-1) la sua Nazionale è arrivata a 4 vittorie in 4 partite giocate, 3 su 3 se consideriamo esclusivamente le gare di qualificazione a Euro 2016; attualmente a -1 dal record di Fabbri e Vicini (5 vittorie nelle prime 5 gare), il c.t della Nazionale sorride ma non può essere soddisfatto al 100% di quanto fatto fino a qui, specie dopo i 90 minuti appena trascorsi.

La partita

Il modulo è sempre lo stesso, cambiano gli interpreti: Darmian al posto di Ranocchia (non si sa molto sulle sue condizioni fisiche, resta in panchina anche quando viene espulso Bonucci), Pasqual e Candreva prendono possesso delle fasce, Pirlo dà le chiavi del centrocampo a Verratti e Zaza lascia spazio all'esordiente Pellè; dopo i primi 10' si capisce subito che Malta non farà della tecnica e del possesso di palla la sua arma principale, il copione sembra esattamente quello del "Renzo Barbera".

In effetti sarà così per quasi tutta la partita (a onor del vero però la prima occasione pericolosa porta la firma di Malta) anche se nel primo tempo, vistasi intasare tutte le possibili linee di passaggio, la Nazionale riesce a trovare "sfogo" nei cross taglienti di Pasqual (dai quali nasce prima la traversa colpita da Pellè, successivamente il palo di Chiellini), e non è un caso che proprio dal suo piede (calcio d'angolo) parta la palla dell'1-0 (miracolo del portiere su colpo di testa di Bonucci, batti e ribatti e alla fine Pellè porta in vantaggio l'Italia).

L'esagerata espulsione di Mifsud al 26' spiana la strada agli Azzurri, ma da quel momento in poi, paradossalmente, l'Italia "esce" dalla partita: a parte un palo (il terzo della partita) colpito da Giovinco nel finale, la squadra di Antonio Conte non costruisce più nulla per 45-50 minuti, anzi, dietro rischia grosso come evidenziato dal fallo che porta, al minuto 74, all'espulsione di Bonucci (anche in questo caso provvedimento eccessivo).

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Post-gara

Dopo Azerbaigian e Malta, di positivo restano praticamente solo i risultati: rispetto alle sfide con Olanda e Norvegia la squadra è sembrata "involuta" e priva di idee; il poco tempo che Conte ha avuto finora a disposizione potrebbe essere uno dei motivi, così come la non brillante condizione fisica di alcuni elementi e l'ampio turnover operato dal c.t.

Difficile pretendere che il gioco sia assimilato e sviluppato dalla squadra in sole 4 partite, ma alcuni aspetti tecnici e tattici restano, per così dire, "oscuri": ad esempio non si capisce questa "fossilizzazione" sul 3-5-2 (sicuri che ci siano gli uomini giusti?), ma soprattutto sulla scelta degli interpreti del modulo; lasciando stare il blocco difensivo, è vero e risaputo che gli attaccanti di Conte devono fare molto "lavoro" per la squadra, ma se questo non è poi "ottimizzato" dagli inserimenti dei centrocampisti, a cosa è servito?