Oggi domenica 23 novembre si gioca Milan-Inter, lo streaming live sarà disponibile per gli abbonati Sky e Mediaset Premium su Sky Go e Premium Play a partire dalle ore 20.45, mentre il risultato della partita potrà essere seguito in diretta grazie ai profili ufficiali Twitter e Facebook delle due società oppure su siti quali Livescore e Soccerstand. Forse neanche Mancini si sarebbe aspettato di giocare la prima partita della sua stagione proprio contro il Milan e sulla panchina dell'Inter, forse neanche Filippo Inzaghi avrebbe immaginato di doversi scontrare contro chi in Italia nell'era post-Calciopoli ha scritto la storia non soltanto del campionato italiano ma anche della storia interista, salvo poi essere licenziato da Moratti dopo aver vinto uno scudetto (caso più unico che raro nella storia della Serie A e non solo).

Tra le due arriva meglio psicologicamente parlando l'Inter, perché l'allontanamento di Mazzarri era un qualcosa di inevitabile, perché l'arrivo di Mancini ha riportato quell'entusiasmo perduto ad Interello e tra gli stessi tifosi nerazzurri, quelli che avevano deriso il Mancio dopo l'avvento di Mou e sopratutto dopo il triplete conquistato dal vate di Setubal in una stagione indimenticabile per chiunque tifi la Beneamata. Il Milan può forse contare su una maggiore esperienza, ma non in panchina, perché Inzaghi è al suo primo derby in veste di allenatore della Prima squadra, ma per i giocatori in campo, e se Sheva si sbilancio dicendo che questo sarà il derby di Fernando Torres dobbiamo anche dargli un minimo di credito, dal momento che il Torres visto ad Empoli non può essere stato un fantasma, un deus ex machina sceso sul campo da calcio con l'intenzione di non riapparire più nel corso della stagione.

I migliori video del giorno

Piccola nota a margine, a San Siro torneranno in occasione del derby di stasera gli tamburi, che al tempo degli smartphone e dei tablet possono effettivamente lasciare un po' perplessi, almeno inizialmente, ma gli stessi tamburi potrebbero rappresentare il ritorno all'età dell'oro, quella in cui le famiglie non avevano paura di andare allo stadio e le squadre italiane dominavano l'Europa. Che banalità.